Zazzera accusa. Mantovano replica.

“Tre tesserati di An sarebbero stati interrogati dalla polizia che indaga sull’omicidio di Peppino Basile”, il consigliere comunale e provinciale (Italia dei valori) di Ugento, ucciso a coltellate la notte tra il 14 ed il 15 giugno scorso, fuori dalla sua abitazione. Lo ha dichiarato Pierfelice Zazzera, deputato dell’Italia dei valori, che ha aggiunto dei particolari non di poco conto alla sua affermazione: “Il sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano, sarebbe intervenuto presso la Questura di Lecce mentre erano in corso gli interrogatori dei tre ragazzi, indiziati come esecutori materiali delle minacce a Basile sui muri di Ugento”. Ed ha continuato: “Il sottosegretario agli Interni, in una recente intervista ha dichiarato che per l’omicidio del consigliere provinciale di Ugento, Peppino Basile, il movente mafioso non c’entra a e che, in Italia, di molti omicidi non si conoscono i colpevoli. Sorprende – commenta Zazzera – la superficialità con cui queste affermazioni vengono rilasciate da un autorevole esponente di governo. Dichiarazioni così avventate del sottosegretario Mantovano che farebbero pensare che egli conosca aspetti dell’inchiesta che a noi sfuggono”. La reazione di Mantovano non ha tardato ad arrivare. “In relazione alle dichiarazioni dell’onorevole Pierfelice Zazzera – ha scritto in una nota l’esponente di Alleanza nazionale – ho provveduto a dare incarico legale per presentare nei suoi confronti querela per calunnia in ordine a quanto mi attribuisce. Nel giudizio, che mi auguro il deputato dell’Italia dei valori accetti, senza trincerarsi dietro l’immunità, documenterò la falsità di ciascuna sua singola affermazione e chiamerò lui e chi ha diffuso le sue calunnie al risarcimento dei danni”.

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