Segregata in un ospizio

Denunciati i due gestori

Segregata, ad 80 anni, in una casa di riposo. Privata della pensione, maltrattata, senza la possibilità di chiamare i parenti o chiedere aiuto. E' fortunatamente finita la triste avventura di un'anziana di Squinzano. La struttura è stata chiusa

Avrebbe dovuto essere una casa di accoglienza e di riposo per anziani. I quali lì avrebbero dovuto trovare la giusta serenità per le proprie giornate. Ma non è stato così per una 80enne di Squinzano, che si trovava in quel centro dallo scorso gennaio, dietro pagamento di una retta. Poco tempo dopo l’arrivo nella struttura la donna avrebbe manifestato alla coppia di gestori, P.D., di 51 anni, e A. P. di 55, la volontà di abbandonarla. La richiesta avrebbe scatenato la violenta reazione dei due che da quel momento avrebbero iniziato ad usare nei suoi confronti ogni tipo di violenza e sopruso, impedendole di fuggire, sottraendole praticamente l’intera pensione (1.346 euro dei quali le avrebbero lasciato solo 50 euro per le spese più urgenti), coprendole la bocca con violenza per evitare che gridasse e chiamasse aiuto. L’uomo le avrebbe addirittura fatto firmare dei documenti in bianco senza spiegarle la motivazione: li avrebbe poi usati per accedere ad un finanziamento di 6.800 euro per conto di lei (il prestito risulta effettivamente erogato). Proprio al momento di ritirare materialmente l’assegno, l’anziana avrebbe raccontato tutto all’impiegata. Ciò ha fatto partire i controlli. La coppia è stata denunciata a piede libero per minaccia, violenza privata, danneggiamento, truffa, circonvenzione di persona incapace e appropriazione indebita. La donna è ritornata nella sua vecchia abitazione ed ha avuto tutto ciò che le era stato portato via. La struttura è stata chiusa in seguito al sopralluogo di agenti e medici della Asl per carenze igienico-sanitarie.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!