Sequestri per un milione all'ex cassiere del clan Tornese

Un patrimonio non giustificato dal reddito

La sproporzione tra i redditi dichiarati ed i beni posseduti da Luciano Polimeno, ex tesoriere del clan Tornese di Monteroni, ha indotto la Dia a porre i sigilli sulle sue proprietà. Ma sul suo conto pesa anche una condotta non proprio impeccabile

Un negozio, una casa, auto e moto. Beni, per il valore totale di un milione di euro. Tanto è stato sequestrato da parte della Dia, Direzione investigativa antimafia, a Luciano Polimeno, 47 anni di Monteroni, ex cassiere del clan mafioso Tornese. Quattro le ragioni che hanno indotto i giudici Vincenzo Pellerino, Pietro Baffa e Pia Verderosa ad emettere l’ordinanza di sequestro richiesta di Cataldo Motta, capo della Direzione distrettuale antimafia: la sproporzione esistente tra i redditi dichiarati ed i beni posseduti da Polimeno; la sua pericolosità sociale determinata dalle frequentazioni pericolose nell’ambiente criminale; le denunce a suo carico per estorsione, minacce a mano armata e rapina e altre inchieste per riciclaggio ed usura; la condanna a sei anni e tre mesi di reclusione nel maxiprocesso che ebbe luogo nel 1993 contro la Sacra corona unita in cui venne giudicato cassiere del clan Tornese. Se ne riparlerà nell’udienza di convalida, quando l’avvocato difensore Massimo Bellini proverà a dimostrare l’esistenza di guadagni leciti di Polimeno da giustificare il suo tenore di vita.

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