Dipendente Asl? 27 euro di stipendio

L'errore ai danni di una operatrice sanitaria

Brutta sorpresa, ieri, per la signora Anna Gaetani, di Melissano, operatrice sanitaria presso l'ospedale “Ferrari” di Casarano. Per un errore “tecnico” si è ritrovata uno stipendio di 26,29 euro

Tempi duri per i dipendenti pubblici. La grave crisi economica, che prosciuga in pochi giorni il magro stipendio di un mese, e la campagna mediatica contro gli statali, diventati gli unici responsabili del fallimento dell’azienda “Italia”, hanno messo in un angolo milioni di lavoratori e le loro rispettive famiglie. Ma tutto questo è niente rispetto a quello che è accaduto ad una dipendente del reparto di Pediatria del presidio ospedaliero “Francesco Ferrari” di Casarano. Ieri mattina, infatti, la signora Anna Gaetani ha ricevuto lo statino del mese di giugno e con sua grande sorpresa ha scoperto che il suo stipendio è di 26,29 euro. Si, avete letto bene: 26,29 euro. Questo l’ultimo mensile della dipendente dell’Asl leccese che è stato regolarmente accreditato in banca. L’indispensabile per dare da mangiare alla propria famiglia solo per un giorno. “Quando ho visto la cifra mi è venuto un colpo – racconta l’operatrice sanitaria, che abita a Melissano –; non credevo ai miei occhi. Ho pensato ad uno sbaglio e ho chiamato in banca, ma mi hanno confermato che l’importo accreditato era proprio di 26 euro”. Che cosa è successo? Pare che ci sia stato un errore tecnico dell’ufficio ragioneria dell’Asl che elabora le buste paga delle migliaia di dipendenti dell’azienda sanitaria salentina. Alla signora Gaetani, e sembra anche ad altri due dipendenti, il software che elabora gli stipendi ha giocato un brutto scherzo: ha inspiegabilmente eseguito una decina di trattenute, di oltre cento euro l’una, che ha consumato quasi tutto lo stipendio. A niente sono valse le scuse dei tecnici, con la promessa di risolvere il problema al più presto, per calmare la signora. “Quello che mi fa davvero rabbia è stata la mancanza di correttezza – sottolinea la dipendente –; potevano avvisare che c’è stato questo errore, non è giusto che l’abbia saputo in quel modo, quando ormai lo stipendio era stato accreditato in banca. Nessuno di questi signori si è chiesto: ma questa qui come farà a mangiare questo mese? Io sono una lavoratrice precaria e ho due figli a carico – spiega la signora Gaetani –; devo vivere e dare da mangiare ai miei figli. Ho il mutuo da pagare e la banca non se ne frega dei miei problemi. Vuole sapere cosa sto facendo adesso? – rivela – sto andando in due negozi, dove mi ero impegnata di pagare a fine mese, con questa busta paga per chiedere il favore di rimandare di altri 30 giorni. Ecco che cosa mi tocca fare”.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!