Contrada Pietra bianca. E sempre meno verde

Scarso verde pubblico nella ex oasi di Casarano

Un tempo era il polmone della città. Ma danegli ultimi anni contrada Pietra bianca, a Casarano, si sta vedendo privare progressivamente di tutti gli spazi verdi

Il verde in contrada “Pietra Bianca” si assottiglia sempre di più. Nel nuovo quartiere periferico della città, che doveva essere il modello della nuova Casarano, gli spazi adibiti a verde pubblico cominciano a scarseggiare. La costruzione di condomini, di grandi strutture commerciali e di edifici religiosi degli ultimi anni ha abbassato notevolmente l’indice in questa importante voce della qualità della vita. L’ultimo episodio di soppressione del verde, che ha amareggiato gli abitanti del quartiere, si è verificato la scorsa settimana quando un’impresa edile ha distrutto diverse piante di ulivo in un area di proprietà della parrocchia “S. Pio da Pietrelcina e S. Giuseppe da Copertino”, ma donata alcuni anni fa dal Consiglio Comunale. Non si conoscono i particolari dei lavori che la parrocchia sta eseguendo nei pressi dell’oratorio in via Spagna (non c’è, infatti, il prescritto cartello con i dati della concessione edilizia), ma ai cittadini è sembrato strano che l’amministrazione comunale abbia autorizzato anche l’espianto degli alberi. In un’area vicina, sempre in via Spagna, una grossa società immobiliare ha appena finito di costruire un grande immobile da adibire a servizi collettivi e da alcuni giorni ha cominciato a ripiantare gli alberi di ulivo che aveva sradicato per edificare l’edificio. La parrocchia, invece, non ha preferito utilizzare le ruspe, distruggendo le piante. Ad alcuni residenti non è sfuggito questo interessante particolare: “l’immobiliarista più sensibile del parroco in fatto di verde”. Mentre la giunta municipale tace, sul caso interviene il circolo “Peppino Impastato” di Rifondazione Comunista con un comunicato stampa. “Da anni il rione Pietrabianca sta vivendo periodicamente momenti di criticità – scrive la nota – dall’emergenza acqua alle polveri della cava adiacente, dal degrado ed abbandono di alcune stradine fino ad arrivare alla scomparsa, voluta o meno, degli spazi adibiti a verde pubblico ed in particolare agli ultimi ulivi presenti al centro del rione. All’inizio della sua storia, il verde era il contesto, ora è divenuto meno che complemento. Persino un’impresa privata, a nostro parere lungimirante – prosegue Prc – che sta edificando nella zona, ha colto l’importanza dell’ulivo come simbolo ed ha lasciato questi nostri padri a contorno del costruendo edificio. Quel che dovrà essere costruito in quel luogo al posto di quegli ulivi, ha di per sè un aurea di sacro, ma questo rullo compressore sacrale ha il diritto di abbattere la memoria? Chiediamo a chi di dovere – conclude la nota – di prodigarsi affinché in contrada Pietrabianca non vengano solo create cattedrali nel deserto, utili solo all’autocompiacimento, ma che ci sia una visione d’insieme, ed in particolare che vengano pensati spazi verdi dove giovani e non possano contemplare la bellezza della natura”.

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