[DVD] Il diario di una tata

Un film riuscito a metà, con una prima parte ironica e graffiante, che poi si normalizza…

Annie Braddock, neolaureata in economia e antropologia, deve scegliere quale direzione prendere per il suo futuro: intraprendere una carriera nel mondo degli affari come vorrebbe sua madre o seguire il suo sogno di studiosa delle varie culture ed etnie. A risolvere il quesito, con una terza scelta, interviene l'incontro fortuito con una mamma dell'Upper East Side di New York che la scambia erroneamente per una tata e che le propone un impiego a tempo pieno come baby-sitter di suo figlio Grayer. Nonostante la totale ignoranza in fatto di bambini Annie decide di accettare…

Avvertenze e modalità d'uso.

Il doppiaggio italiano è terrificante. Il personaggio di Annie è sistematicamente instupidito rispetto all'originale, principalmente grazie alla traduzione dei dialoghi, spesso “integrati” con aggiunte che hanno l'unico scopo di rendere più scema la protagonista. Un esempio dalle prime battute del film. Versione originale Name… Annie Braddock. (Nome…Annie Braddock) Age… 21. (età… 21) Area of interest… anthropology. (Area d'interesse… antropologia) Describe your work experience as it relates to your intended field. (descrivi la tua esperienza di lavoro in relazione al tuo campo d'interesse) My God. Where do I begin? (Mio Dio. Da dove comincio?) Verisone doppiata: D'accordo, una partenza facile… Nome. Il mio. Annie Braddock. Età. Pure questa la so. 21 anni. Area d'interesse. Facilissimo! Antropologia. Descrivi l'esperienza lavorativa in relazione al settore scelto. Certo… Oh cazzo! Cazzo! E da dove comincio? Non chiedetemi il perché di tutto questo, non lo so! ma se potete vedetelo in originale.

Il film

Il film parte decisamente bene, ironico, graffiante e acido al punto giusto. L'inizio nel museo di storia naturale di New York con gli abitanti di Manhattan nelle teche al posto dei nativi americani funziona decisamente. Scarlett Johansson è come sempre brava e bella. E come sempre buca lo schermo. La regia non ha particolari guizzi, ma è perfettamente al servizio della storia. Annie, da antropologa, entra nelle vite elegantissime, snob, e sempre indaffarate tra shopping e pranzi con le amiche delle mamme dell'Est Upper Side e ne svela le miserie da straricchi. Peccato che l'iniziale cattiveria ironica ben presto si stemperi, il film si normalizzi e si trasformi in un'innocua commedia di buoni sentimenti. Il finale è prevedibile con il suo lieto fine che ricomporre il tutto. In sintesi, è un film nel complesso sufficiente e con un paio di citazioni esplicite di Mary Poppins (tra cui il font della scritta “The End”).

[Il diario di una tata (Usa 2007) regia di Shari Springer Berman e Robert Pulcini. Con Scarlett Johansson, Laura Linney, Paul Giamatti, Nicholas Reese Art, Alicia Keys, Chris Evans, Nathan Corddry.]

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