Imerio Tramis. La giustizia ai tempi della 488

Identikit di uno schivo e combattivo pm del Tribunale di Lecce

 

Se è vero che gli italiani si interessano alla giustizia, non si comprende perché PD e PdL hanno glissato sull’indicazione chiara di riforme concrete, come se il tema fosse troppo controverso. Eppure la giustizia non riguarda solo chi ha la sfortuna di imbattersi in un procedimento civile o penale

Imerio Tramis, schivo e combattivo Pubblico Ministero del Tribunale di Lecce, è titolare di numerose inchieste giudiziarie. Alcune hanno una forte visibilità (le truffe legate alla Legge 488 o le vicissitudini di Don Cesare Lodeserto); la maggior parte restano relegate nella quotidianità del lavoro di ogni magistrato inquirente, alle prese con l’anacronistica e un po’ ipocrita obbligatorietà dell’azione penale. La giustizia è da sempre un tema scottante: il bramoso interesse che tutti nutrono verso i fatti di cronaca nera spingono i mass media a parlarne tutti i giorni, con alcuni celebri eccessi: ricordate i plastici di Cogne da Bruno Vespa?. Eccessi che coinvolgono anche alcuni magistrati: ricordate il PM di Biella Alessandro Chionna, sorpreso da Novella Duemila in dolce compagnia dell’ex fidanzata di Gigi Sabani (appena fatto incarcerare)? Sabani fu poi totalmente scagionato ma morì poco dopo a causa di un infarto a soli 54 anni. Nessuno pagò per quell’errore. Se è vero che gli italiani si interessano alla giustizia, non si comprende perché PD e PdL, hanno glissato sull’indicazione chiara di riforme concrete, come se il tema fosse troppo controverso. Eppure la giustizia non riguarda solo chi ha la sfortuna di imbattersi in un procedimento civile o penale. La sua inefficienza impatta sull’economia e sui diritti sociali. Chi, ad esempio, truffa lo Stato con la 488 sa che potrebbe farla franca con la prescrizione del reato, anche perché è bene a conoscenza delle scarse risorse di cui dispongono le Procure e le forze di polizia. E’ quindi “incentivato” a delinquere, a danno evidente dei suoi concorrenti e di quelle aziende che, pur meritandolo, restano escluse dalle agevolazioni finanziare. E gli esempi potrebbero continuare ancora… Da Berlusconi e Veltroni invece arrivano pochi input programmatici sull’introduzione di pene alternative al carcere, snellimento delle procedure, individuazione di modelli di rito più efficienti, sulla figura del manager degli uffici giudiziari, alcune depenalizzazioni necessarie e lo stanziamento dei fondi per far funzionare i Tribunali. A noi elettori, quindi, non resta che affidarci al recente ricordo di comportamenti e azioni legislative poste in essere dalle parti in competizione e giudicare di conseguenza. L’augurio del Golem è che il sistema giustizia torni al centro del dibattito politico, non per essere smantellato, ma affinché la legalità torni una priorità del nostro Paese. In questo modo magistrati come Imerio Tramis e la stragrande maggioranza dei suoi colleghi, potranno lavorare e garantire a tutti il principio della certezza del diritto.

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Mario Maffei

Giornalista professionista

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