Da grande farò il Papa

Il lavoro di domani

Tra camici bianchi, computer e telefoni cellulari, ecco come i bambini di oggi si immaginano tra qualche anno. Alle prese con il lavoro dei loro sogni, che non sempre è quello dei genitori

La domanda è stata la più classica: “Che cosa vuoi fare da grande?”. L’abbiamo rivolta a chi ancora ha tanti anni davanti per poterci riflettere: i bambini. Abbiamo scelto quelli di cinque e sei anni, che frequentano l’ultimo anno di scuola materna o il primo di elementari. Ci saremmo aspettati risposte fantasiose tipiche dell’età, al limite dell’immaginazione per un adulto. Invece non è stato così. Tutti gli intervistati hanno dato prova di grande maturità e senso pratico, rispondendo e spiegando il perché della loro scelta. I mestieri di medico e parrucchiere sono andati forte raccogliendo molti consensi. Ma non sono state le uniche professioni menzionate. C’è stato chi ci ha confidato di voler fare il geometra, chi l’infermiere, chi il cantante. Chi il Papa, “perché – ha spiegato – lavora poco e solo di domenica”. E poi c’è stato chi, ad appena cinque anni, ci ha confessato, con gli occhi lucidi lucidi, di sentirsi troppo piccolo per rispondere alla nostra domanda. Perché un bambino non può, al giorno d’oggi, sapere quali opportunità gli si presenteranno davanti nella vita. Allora, l’unico modo per sapere che cosa si diventerà da grandi, è aspettare di crescere. Poi, una volta cresciuti, magari, prendere l’occasione al volo. (Leggi le risposte dei bambini intervistati sul Tacco d'Italia di maggio, attualmente in edicola)

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