Federalismo fiscale: regole, non eccezioni

La proposta di legge di Ria

Lorenzo Ria, deputato del Pd, ha presentato ieri, giorno di apertura della nuova legislatura, la proposta di legge attuativa del federalismo fiscale in materia di “tributi propri e principi di coordinamento del sistema tributario”

“Un vero federalismo fiscale si fonda sulle regole e non sulle eccezioni”. Con questo aforisma Lorenzo Ria, deputato del Partito democratico, eletto in Puglia, ha accompagnato il disegno di legge, da lui stesso ieri presentato, in tema di “tributi propri e principi di coordinamento del sistema tributario”, che disciplina un aspetto sinora poco esplorato, però fondamentale, del federalismo fiscale. “Il complesso di analisi e disegni di legge sinora prodotti in tema di applicazione del titolo V della Costituzione – ha spiegato Ria – ha lasciato delle zone d’ombra. Macroscopica, tra queste, la questione dell’autonomia impositiva degli enti locali, anch’essa costituzionalmente garantita. Si tratta – ha affermato – non solo di assicurare omogeneità in ambito nazionale dei tributi regionali e locali; nè solo di limitare, in ambito regionale, trattamenti fiscali agevolativi che operino come fattori di competizione dannosa; ma, soprattutto, di garantire l’effettiva autonomia locale dall’invasività e dal centralismo regionale. L’applicazione dei principi del federalismo fiscale – ha continuato Ria – richiede scelte coerenti a 360 gradi. Prima tra tutte l’eliminazione dell’ormai artificiosa e ingiustificabile distinzione tra Regioni a statuto ordinario e Regioni a statuto speciale . Proprio in queste ultime, infatti, è largamente disconosciuto lo stesso principio costituzionale di autonomia locale. L’affermazione universale, nei confronti di ogni livello istituzionale, dei principi del federalismo – ha concluso – dà infine grande forza giuridica alla diffusa consapevolezza maturata nell’opinione pubblica, secondo cui l’articolazione della Repubblica in Comuni, Province, città metropolitane e Regioni, con il corollario di comunità montane, unione dei Comuni ecc., è pletorica e poco efficiente. Per tale ragione, la proposta di legge che ho presentato è pensata per funzionare al meglio in presenza di un sistema federale senza eccezioni e di un sistema delle autonomie semplificato, che assegni responsabilità certe, risorse adeguate e strumenti coerenti in virtù dei quali i cittadini sono messi nelle condizioni di misurare obiettivamente la qualità dell’azione di governo del presidente della propria regione e del sindaco della propria città.”

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