Nuovo Capozza, scelta lungimirante

La lettera di un ex

Giuseppe D'Astore, lettore del Tacco ed ex dirigente del Casarano Calcio, chiede a Paride De Masi, amministratore Italgest, di perseguire il suo obiettivo di costruire un nuovo stadio comunale

Egregio direttore, approfitto della sua ospitalità per trattare del progetto di ristrutturazione del vecchio e glorioso stadio “Capozza” che il gruppo Italgest ha recentemente presentato al Comune di Casarano. Le premetto che le parlo avvalendomi della pluriennale esperienza di uomo di sport e di ex dirigente del Casarano Calcio (anni 90-Serie C). Il “Capozza”, come è noto, costruito negli anni 50 è stato sottoposto a diversi interventi e modifiche, per corposi ed importanti alla fine degli anni 80. Furono costruite le tribune, le gradinate, rifatti gli spogliatoi con conseguente esborso da parte dell’Amministrazione comunale e quindi della collettività di notevoli somme di denaro (lo ricordo ai più giovani ed ai meno giovani dalla memoria corta). Ciononostante è risultato essere un impianto obsoleto, finalizzato al solo calcio, ormai “costretto” al centro della città con grossi problemi di circolazione e di parcheggio in occasione della disputa di gare ufficiali, in linea con le aspettative della città e facilmente fruibili dalla collettività. Al contrario, e non ne conosco i motivi, si ritorna a proporre una ennesima ristrutturazione del “Capozza” che non risolverà per niente i problemi su esposti. Il suggerimento che mi permetto di dare all’amico Paride De Masi, nei confronti del quale nutro profondo affetto ed immensa stima per le sue doti manageriali, è quello di perseguire il progetto della costruzione ex novo anche a costo di doverne differire di due o tre anni la realizzazione. Sarebbe una scelta lungimirante, proiettata nel futuro, non dettata dal desiderio di avere “a tutti i costi” uno stadio da 10mila posti che, come purtroppo un recente passato insegna, resterebbero del tutto inutilizzati. Con stima Giuseppe D’Astore

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