Ingiustizia sociale e ingiustizia epistemica

Problemi della società

Quali sono i fattori sociali che portano alla nascita di problemi come l'ingiustizia e soprattutto come e cosa fare per risolverli

Ciò che rende l’ingiustizia sociale un problema non risolvibile in tempi brevi, come prospettano le promesse elettorali di questo periodo, è il suo essere strettamente correlata a fattori come analfabetismo e cattiva informazione, i quali a loro volta necessitano di tempi lunghi, spesso lunghissimi, perché si giunga anzitutto ad un livello ottimale di giustizia epistemica. Ingiustizia sociale ed ingiustizia epistemica risultano cioè variabili dipendenti, ovviamente non con quella rigidità che è tipica della legge matematica, trattandosi qui di cose umane. E’ comunque riscontrabile che in una società in cui la scolarizzazione è di massa e la trasmissione corretta delle informazioni è avvertita come importante, vi è sicuramente più giustizia sociale rispetto ad una società in cui il sapere è riservato a pochi e la stragrande maggioranza della popolazione è tenuta in condizioni di semi-analfabetismo e di cattiva informazione. Molteplici sono poi le dimensioni e le espressioni dell’ingiustizia epistemica e molti gli esempi che si possono riportare; prendendo il caso di una donna molestata sessualmente, che però vive in un contesto sociale in cui è assente il concetto di molestia sessuale, la violenza subita, risulta in conoscibile e non interpretabile, sia alla donna che agli altri. La vera ingiustizia è quindi far torto e arrecare danno alle capacità cognitive di un individuo, dal momento che tra le varie capacità vitali, sono quelle che consentono di essere, di sentirsi e di essere percepiti come individui umani. Sull’argomento è uscito recentemente uno studio di Miranda Fricker, intitolato proprio “Ingiustizia epistemica. Potere ed etica del sapere”. Il libro è essenzialmente un invito a riprendere e a riattualizzare il vecchio motto “Sapere è potere”, riscoprendo così una dimensione più vitale della conoscenza, ovvero legata alle scelte pratiche e teoriche dell’individuo, una dimensione di cui oggi, forse, non si ha più piena consapevolezza.

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