Antonio contro Antonio

Identikit dei due pretendenti al titolo di sindaco di Tricase

Uno, Antonio Coppola, gioca sul fatto di aver già guidato la città tricasina e di sapere da vicino di che cosa questa abbia bisogno. L’altro, Antonio Musarò, punta proprio sul contrario: il bisogno di rinnovamento a Palazzo

di Donato Nuzzaci Sarà un sindaco o un podestà? Un servitore della città o uno dei tanti “baroni” ancora sparsi in abbondanza nei comuni della nostra provincia, a sedere dal 15 aprile sulla poltrona di Palazzo Gallone? Dalla presentazione dei candidati e delle liste possiamo dire quasi con certezza che alla fine a farla da padrone sarà il duello all’ultimo voto tra i due Antonio, l’ex sindaco Coppola (ingegnere) e Musarò, titolare di uno studio di dottore commercialista. Anche se non è da escludere che tra questi papabili potrebbe infilarsi il terzo incomodo, cioè l’imprenditore Alfredo De Giuseppe mente del movimento “PES” (Politica di Etica e Sviluppo), appoggiato da due liste civiche. Conosciamoli meglio. Partiamo con il “brizzolato” Antonio Giuseppe Coppola, nato a Lucugnano il 5 dicembre 1953, occhi castani, alto 1 metro e 80 cm. Coniugato con tre figli maschi e residente nella frazione tricasina, Coppola (espressione del Partito Democratico), già sindaco della città per poco meno di sei anni, è riuscito nell’ardua impresa di tenere insieme buona parte delle forze moderate e di sinistra della coalizione. Che è già un successo. Alla domanda sul perché gli elettori tricasini il 13 e 14 aprile dovrebbero scegliere le sue liste, lui risponde che queste sono “giovani, senza confusioni né compromessi. Non ci sono candidature per ambizioni personali e il nostro programma è la maturazione di un lavoro portato avanti dal 2001 e che ha dato, e continua a dare, enormi risultati a Tricase”. L’altro Antonio fa di cognome Musarò, anch’egli brizzolato, 170 cm di altezza, occhi castani, nato a Tricase il 16 gennaio 1946, ivi residente ed è sposato con tre figlie Silvia, Etta e Roberta. A sostenerlo è il Partito delle Libertà, l’Udc e altri partiti del centrodestra. Tessere? Nemmeno l’ombra, solo lavoro e tanto, di dottore commercialista. “Tutta la mia vita – ci fa sapere subito Musarò – è stata ed è improntata sulla cultura del fare. La mia lunga esperienza professionale, mi porta a guardare immediatamente al lato pratico delle cose, motivo per cui se sarò eletto profonderò tutto il mio impegno nella realizzazione di cose concrete”. Il suo motto: progettualità e concretezza. (Per conoscere più da vicino i due candidati papabili e leggere le loro interviste integrali, leggi il Tacco d'Italia di aprile, attualmente in edicola)

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