Il Tdm chiede soluzioni

La nota ai vertici

Il Tribunale per i diritti del malato dell’ospedale “Ferrari” di Casarano ha inviato una lettera ai massimi dirigenti dell’Asl in cui ha chiesto una migliore organizzazione del Pronto Soccorso

Durissimo attacco del “Tribunale per i diritti del malato” ai massimi dirigenti dell’Azienda sanitaria leccese sul caso del pronto soccorso dell’ospedale “Francesco Ferrari”. L’associazione definisce “insostenibile” la situazione di precaria sicurezza che si è creata nel reparto, con i continui episodi di minacce e violenze nei confronti del personale sanitario, e accusa i dirigenti sanitari di essere “inerti e incapaci a risolvere un problema che ormai è collassato”. Il Tdm, in una lettera inviata al presidente della Regione, Nichi Vendola, chiede un’efficiente ristrutturazione del reparto e una migliore organizzazione. Gli ultimi episodi di minacce al personale, riferiti dal Tdm e confermati dagli stessi operatori, sono accaduti il 26 e 27 marzo. Giovedì scorso, l'accompagnatore di un paziente ha sferrato un cazzotto in pieno viso ad un infermiere del pronto soccorso, ferendolo alla lingua. Il giorno dopo, il personale medico è stato minacciato da un paziente, nonostante la presenza dei carabinieri che erano stati chiamati per evitare problemi. Sono gli ultimi inquietanti episodi che quotidianamente succedono al pronto soccorso del “Ferrari”. Il Tdm, nella lettera inviata anche ai vertici aziendali, ha elencato numerosi episodi, tra cui anche la morte del dottor Dino De Lorenzis, causata da un incidente stradale avvenuto il 16 marzo scorso, durante il ritorno a casa dal lavoro dopo un’aggressione subita in pronto soccorso che lo aveva turbato profondamente. Anna Maria De Filippi, coordinatrice territoriale dell’associazione, nel citare l’ispezione fatta il giovedì scorso dai dirigenti sanitari, scrive: “è venuto a ispezionare il pronto soccorso il dottor Sanapo (direttore sanitario Asl, ndr), con un codazzo di gente; uno si aspetta un pool di ingegneri, di esperti capaci di suggerire soluzioni possibili e immediate. Invece sapete qual è stata la soluzione più intelligente che è stata presa? Quella di togliere le maniglie esterne delle porte del reparto per evitare il transito della gente, costringendo così il personale di andare avanti e indietro a ogni squillo di campanello!”. Il Tdm “protesta fortemente e denuncia l'inerzia e l'incapacità dell'intera classe dirigente di questa Asl a risolvere un problema che ormai è collassato” e chiede un’efficace ed efficiente ristrutturazione del pronto soccorso. “La camera calda non è un lusso per i malati che arrivano in barella – scrive il Tdm – spesso mezzi svestiti, esposti alle raffiche di vento e del cattivo tempo nonché al ludibrio della gente costretta a stazionare in un budello di corridoio dove ci sono appena quattro sedie. I malati sono costretti a stare in piedi o seduti per terra”. L’associazione chiede inoltre una migliore organizzazione affinchè, “chiunque si trovi in una situazione di rischio, per la sua salute ha diritto a ottenere le prestazioni necessarie alla sua condizione e ha altresì diritto a non subire ulteriori danni causati dal cattivo funzionamento delle strutture e dei servizi”.

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