Truffa dell'olio. Liberi i Labbate

Ieri gli interrogatori degli imprenditori ugentini

Oggi toccherà all'interrrogatorio di Raffaele Fitto, grossista dell'olio, di Maglie. Intanto il gip ha scarcerato cinque dei sei arrestati. Tra questi, i Labbate di Ugento

Sono tornati liberi cinque dei sei imprenditori salentini finiti agli arresti domiciliari con l’accusa di aver concorso in una maxitruffa con l’olio d’oliva: ben sei milioni e mezzo di euro di contributi sottratti al Fondo europeo agricolo di orientamento (Feoga). Al termine degli interrogatori che si sono svolti ieri hanno lasciato gli arresti domiciliari Ettore e Marco Labbate, di 61 e 25 anni, di Ugento; Claudio Molentino, 53 anni, legale della Società agricola La Macina; Carmelo Guglielmo, 68 anni, di Cannole; Biagio Coi, 59 anni, di Parabita, consigliere comunale di Forza Italia. Il giudice per le indagini preliminari ha ritenuto che si sia attenuata la gravità delle accuse. Punteranno sulla stessa linea gli avvocati di Raffaele Fitto, grossista di Maglie, che sarà interrogato oggi.

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