Radiofarmaci. Il bunker nella zona industriale di Casarano

La nota dell’associazione “Idee insieme”

Perché tanta attenzione all’impianto a biomasse e non all’azienda che si occuperà di radiofarmaci e di ricerca, la quale potrebbe portare conseguenze più gravi all’ambiente circostante? Se lo chiede l’associazione fondata da Giovanni Coletta

“I cittadini dovrebbero andare a visionare il preoccupante bunker in costruzione nella zona industriale”. L’invito parte dall’associazione “Idee Insieme” e riguarda il Centro di produzione di radiofarmaci per diagnosi e terapia, con annesso laboratorio di ricerca, in corso di costruzione nella zona industriale della città. L’associazione non si fida e chiede al governo cittadino più trasparenza. L’appello, infatti, accompagna la richiesta ufficiale di documentazione, presentata nei giorni scorsi in Municipio dal vice presidente dell’associazione, Giovanni Memmi, relativa al progetto e alla concessione edilizia. Per il movimento politico-culturale ci sarebbe troppa disinformazione su questo progetto, proposto da un consorzio di imprese (Consorzio Radion) e realizzato dalla “Sparkle”, che com’è noto è stato “dirottato” a Casarano dopo che a Sannicola aveva incontrato l'opposizione di cittadini e forze politiche locali a causa di un presunto danno all'ambiente e alla falda acquifera. “La notizia non è tanto quella dell’inoltro della richiesta quanto dei motivi che l’hanno generata – si legge in una nota dell’associazione – e che risiedono esclusivamente nelle percepita o volutamente manifestata ignoranza da parte di alcuni consiglieri comunali, sia di maggioranza che di opposizione, nonché di qualche assessore, a cui il sig. Memmi, a nome dell’associazione, aveva chiesto chiarimenti”. “Idee Insieme”, insomma, “certa di interpretare le apprensioni dell’attento cittadino casaranese”, è preoccupata anche dal fatto che nemmeno gli “addetti ai lavori” sapessero di questo progetto e che l’amministrazione comunale avrebbe rilasciato “in fretta e in furia” il previsto permesso a costruire. L’associazione fondata da Giovanni Coletta (prematuramente scomparso alla fine di gennaio scorso), inoltre, fa osservare l’enorme attenzione che da alcuni mesi viene dedicata al costruendo impianto a biomasse, attraverso “legittimi convegni, equivoci incontri di maggioranza e gli incomprensibili contro-convegni unilaterali”, mentre “stanno costruendo, nel silenzio più assoluto, un impianto più pericoloso” rispetto alla centrale a biomasse. In attesa della consegna della documentazione richiesta, l’associazione invita tutti i cittadini, “prima che venga totalmente coperto, a visionare il preoccupante bunker con un sopralluogo sul cantiere nella zona industriale, e resta a disposizione di chiunque vorrà procurare, all’indirizzo e-mail [email protected], ogni eventuale ed ulteriore notizia nell’interesse della nostra città”.

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