Università tra scienza ed archeologia

Parte il secondo seminario

È partito ieri e durerà sino al 13 marzo il workshop internazionale sulle metodologie scientifiche applicate ai beni culturali presso l’Università del Salento

Il CEDAD (Centro di Datazione e Diagnostica), dell’Università del Salento, centro di eccellenza nel campo dell’applicazione di tecnologie avanzate per la diagnostica dei Beni Culturali, organizza il secondo workshop internazionale sulle metodologie scientifiche applicate ai beni culturali dedicato, in questa edizione, alle metodologie scientifiche per l’archeologia (“Science and Archaeology”). Durerà sino al 13 marzo 2008 e avrà luogo nella sala conferenze del rettorato, piazza Tancredi 7, Lecce. Sin dalla sua inaugurazione nel 2001, il CEDAD, diretto dal professor Lucio Calcagnile, ha stimolato un ampio interesse nella diagnostica e nella datazione al radiocarbonio di materiali rinvenuti in numerosi siti archeologici italiani e dell’area del Mediterraneo. La rapida espansione delle potenzialità analitiche del centro, realizzatasi negli ultimi anni attraverso l’installazione di nuove linee di analisi nucleari ha fatto del Centro un punto di riferimento di eccellenza in numerosi ambiti di ricerca dalla datazione con il radiocarbonio mediante spettrometria di massa ultrasensibile all’analisi composizionale non distruttiva con tecniche di spettroscopia nucleare sia in aria che in vuoto. Obiettivo di questo workshop internazionale è quello di riunire ricercatori dell’Università del Salento ma anche esperti e ricercatori italiani e stranieri, che hanno usufruito, per le loro ricerche, delle potenzialità analitiche offerte dal Centro. Inoltre esperti di fama internazionale nel campo della metodologie scientifiche applicate ai beni culturali terranno relazioni su invito su tematiche di interesse generale e sullo stato dell’arte delle metodologie scientifiche applicate ai beni culturali. Tra le relazioni su invito quella del professor Guy Demortier, fondatore del laboratorio di analisi mediante reazioni nucleari dell’Università di Namur (Belgio), quella di Arpad Kiss del centro ATOMKI dell’accademia Ungherese delle scienze, quella di Massimo Vidale dell’Istituto Centrale per il Restauro, quella di Mateja Kos di Ljubljana e di altri. Oltre alle sessioni scientifiche, verrà organizzata una speciale sessione. dedicata alla presentazione delle attività di imprese spin-off di ricerca nel campo delle tecnologie per la conservazione e restauro dei beni culturali. Il workshop è suddiviso in sessioni scientifiche mattutine e pomeridiane e prevede la visita del Centro di realtà virtuale del consorzio CETMA presso la Cittadella della Ricerca di Brindisi ed il laboratorio acceleratore Tandetron del CEDAD. Il martedì pomeriggio i partecipanti visiteranno il Palazzo del Principe di Muro Leccese, sotto la guida di Paul Arthur professore della facoltà di Beni Culturali dell’ Università del Salento.

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