Debito Asi. “Si accertino le responsabilità”

Debito con Aqp e taglio di erogazione idrica

Parte da Adriana Poli Bortone l’invito a fare luce sulle gestioni passate del Consorzio della zona industriale di Lecce

Adriana Poli Bortone, coordinatrice di Alleanza Nazionale in Puglia, invita all’accertamento delle responsabilità gestionali del Consorzio Asi della zona industriale di Lecce che ha determinato, tra le altre cose, il debito con Aqp e la prospettiva del taglio dell’erogazione idrica alle aziende. “Non vorrei che la situazione disastrosa dell’Asi – è l’invito di Poli Bortone – fosse sottovalutata in tutta la sua tragica realtà. Come si è fatto per società partecipate del Comune di Lecce, allo stesso modo bisognerà mettere mano, senza sconti, alla pessima gestione dell’Asi che oggi porta niente meno che all’emergenza acqua per le aziende. Esistono responsabilità gestionali sulle quali non possiamo indulgere e per le quali bisognerà adoperare lo stesso metro che si è adoperato per situazioni ben meno pesanti. 20 milioni di euro di buco nella gestione non si sono certo accumulati in un giorno e neanche negli ultimi anni, ma derivano dalle gestioni che si sono succedute nel tempo. Gestioni dissennate su cui dobbiamo indagare con puntigliosità per individuare tutti i responsabili della voragine che ora si cerca di affrontare. Anomalie di carattere giuridico, ignorate dal consiglio di amministrazione del Consorzio (ex Sisri), sono documentate, sin dal 2001, nelle relazioni dei componenti del Comune di Lecce in seno all’assemblea generale del Consorzio. Anomali relative, ad esempio, allo stato giuridico dell’ente, al mandato del collegio dei revisori dei conti, ai termini per l’approvazione dei Bilanci, alla composizione del Consiglio di Amministrazione ed al rispetto dello Statuto, che potrebbero aver inciso chiaramente sulla situazione economico-finaziaria. In altre circostanze qualcuno, giustamente allarmato, avrebbe chiesto almeno un dibattito urgente in Consiglio comunale. Il fatto che alcuni Comuni abbiano deciso di “sfilarsi” – conclude – è significativo di quanto poco credibile sia un Consorzio che nessun beneficio ha portato al territorio”.

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