Se Salomone è donna

Amministrazione della giustizia al femminile

Fino al 1965 la carriera di magistrata era preclusa alle donne. Nella società prevaleva il pregiudizio che le donne non avessero le qualità per svolgere funzioni di responsabilità. Il principio della parità di genere, sancito dalla Costituzione del 1948, era stato disatteso per quasi 20 anni

Nel 1791 Olympe de Gouges pubblicò la Dèclaration des droits de la femme et de la citoyenne, poiché, nel 1789, i rivoluzionari francesi si erano dimenticati, opportunamente, di menzionare i diritti delle donne nella Dèclaration des droits de l‘homme et du citoyen. L’istanza portata avanti dalla de Gouges, ossia che la donna dovesse godere degli stessi diritti che spettavano all’uomo, era troppo sovversiva anche per i colleghi rivoluzionari. Per cui, il buon Robespierre recise sul nascere la questione, portando al patibolo la turbolenta sanculotta. Olympe de Gouges morì ghigliottinata nel 1793. Da allora, le donne non si sono perse d’animo ed hanno lavorato per l’affermazione della parità di genere. Anche in Italia la parità di genere va lentamente affermandosi. Le donne impegnate in lavori di elevata responsabilità e competenza divengono ogni giorno più numerose. Tuttavia, ancora troppo poche. Un problema sottolineato anche dalle due magistrate (Fausta Palazzo, consigliera di Cassazione con funzioni di consigliera presso la Corte d’Appello di Lecce e Maria Rita Verardo, presidente del Tribunale per i minori di Lecce)e dalla direttrice del carcere Borgo San Nicola, Anna Rosaria Piccinni, che abbiamo incontrato. (leggi, in edicola, le storie delle intervistate)

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