Gioiellieri e fisco

Crisi economica

Un nostro lettore commenta un articolo sulla crisi economica che colpisce i gioiellieri

A proposito delle riflessioni di un lettore pubblicate mercoledì 20 febbraio dal “Corriere del Mezzogiorno” di Bari con il titolo “Crisi con l’euro. In gioielleria arriva prima”, pur con tutto il rispetto che, in linea di principio, credo di riconoscere alle opinioni altrui, ritengo di replicare con qualche sottolineatura. L’interessato, con l’intento di ribattere alle statistiche, e conseguenti diffuse critiche, secondo cui i gioiellieri dichiarano redditi bassissimi, si chiede e chiede, innanzitutto, se non si tratti di un numero limitato, e che perciò non fa testo, di supposti reprobi: sennonché, i riscontri dell’Agenzia delle Entrate sul settore sono ovviamente per medie – non concernenti, quindi, sparute rarità – e le relative cifre appaiono davvero scandalose, da un reddito pro capite di € 21.533 denunciato in Lombardia, ad appena € 16.652 nel Lazio e € 11.990 in Calabria. Egli passa, poi, a addurre la triste realtà di numerose regioni del Sud dove i commercianti (preciso, io, tutti e non solo i gioiellieri) devono sottostare al racket, al pizzo e ai ricatti, chiosando con l’allusione alla sicuramente elevata evasione fiscale posta in atto, giustappunto, dalla criminalità organizzata. Ricorda, di seguito, che si stanno vivendo anni difficili, che tante famiglie non arrivano alla fine del mese e sono costrette a tagliare i consumi, a cominciare, ovviamente, dal gioiello. Il lettore conclude dicendo pari pari “non scandalizziamoci se non possono pagare le tasse”, quasi a voler invocare una benevola comprensione, se non la completa assoluzione. A parer mio, il contenuto dell’intervento in questione non è per niente obiettivo e sopra di sospetti: si deve, infatti, far notare che la firma dell’autore s’identifica esattamente con la ragione sociale di un esercizio commerciale, guarda caso una gioielleria, operante in Bari. Suvvia, almeno quando si scrive ai giornali, niente difese di tornaconti di parte. Rocco Boccadamo

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