P.P.P.

Politica – Paura – Popolo

Le tre “P” dovrebbero coesistere in un equilibrio dinamico perfetto. Forse per la prima volta nella storia questo equilibrio sta venendo a mancare. E nessuno è in grado di prevederne le conseguenze.

Le paure si insinuano nei vuoti della politica (con la “p” minuscola). Ma ormai siamo oltre la paura. Quando milioni di persone non arrivano alla fine del mese una classe politica dovrebbe avere terrore per ciò che potrebbe accadere se queste milionate di persone, improvvisamente, non riuscissero più a controllare la propria rabbia. Invece la nostra classe politica sembra incurante di questo pericolo. Il “POPOLO” non fa più paura ai governanti. Dopo millenni di rivolte, sommosse, rivoluzioni più o meno gentili, ammutinamenti, chi governa non ha più timore del giudizio dei governati. Vale sempre il vecchio adagio che ogni popolo ha il governo che si merita. A condizione, però, che esista la possibilità di scegliere. E' questo che forse manca in Italia. Un telecomando che consenta di cambiare canale. Non di cambiare da centrodestra a centrosinistra o viceversa. Cambiare canale. Scegliere. Decidere di non vedere un reality e sintonizzarsi su un bel film. Ma i telecomandi dei cittadini sembrano avere le batterie scariche e le fabbriche di pile stanno mettendo tutti in cassa integrazione. Dovremmo alzarci dal divano e cambiare canale direttamente dal televisore.

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