Fra i consumi, anche gioco e scommesse

Le puntate al punto SNAI

Nonostante i periodi di magra c'è chi proprio non riesce a fare a meno di scommettere nel gioco

Passeggiando per la mia città e guardandomi intorno, in una comunissima ora di mattinata feriale, mi è capitato di cogliere la presenza di un nutrito gruppo di persone fuori e all’interno di un esercizio recante l’insegna, a me sinceramente non familiare, di Punto SNAI. Al che si è innescato lo stimolo ad approfondire, a saperne e a capirne di più e, così, ho potuto appurare che la SNAI S.p.A. società quotata in Borsa è il maggior concessionario di scommesse in Italia, vantando un’organizzazione capillare sul territorio con ben 250 locali. Inoltre, su concessione dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, si occupa della gestione telematica del gioco lecito, mediante apparecchiature da divertimento e intrattenimento, vale a dire 25.000 slot machines. Si pensi che, durante il 2006, il valore della produzione realizzata dall’azienda in questione è stato pari a 624 milioni di euro, corrispondenti a 1.208 miliardi della cessate lire, una cifra rilevantissima che mi è sembrato di poter ragguagliare, all’incirca, al costo di 6000 nuovi miniappartamenti del genere edilizia economico popolare. Ma, qui, si tratta di soldi finiti, invece, in scommesse e gioco. Ciascuno, beninteso, è libero di individuare e scegliere i bisogni da soddisfare, anche in tempi di vacche magre; pur tuttavia, è sostenibile che ciò costituisce veramente un fatto normale? Rocco Boccadamo

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