La mancata concessione degli arresti domiciliari ad Azouz Marzouk

Tunisino arrestato per traffico e spaccio di droga

Rocco Boccadamo condivide la conferma della restrizione in carcere per il giovane tunisino

Nel mentre alcuni magistrati, questa volta di S. Maria Capua Vetere, si trovano nell’occhio del ciclone per i provvedimenti testé disposti nel confronti del Ministro Mastella, della sua Signora, del consuocero e di una serie di sodali, amministratori ed esponenti del partito dell’UDEUR – una vicenda di cui solo ulteriori approfonditi accertamenti e riscontri potranno, forse, svelare inequivocabilmente contorni, contenuti e reali implicazioni – desidero esprimere, da comune cittadino, i miei sentimenti di condivisione ed apprezzamento all’indirizzo di altri giudici, per una decisione attinente ad un altro e diversissimo caso. Mi riferisco alla negazione degli arresti domiciliari e, quindi, alla conferma della restrizione in carcere, nei riguardi di Azouz Marzouk, il giovane tunisino assurto alla ribalta della cronaca per lo sterminio, ad opera di una coppia di vicini di casa, della moglie e del figlioletto (più due persone) e al quale è stato recentemente contestato il reato di traffico internazionale e spaccio di droga. A prescindere dal dramma familiare subito, Azouz (non nuovo a comportamenti illeciti) si è macchiato, secondo gli inquirenti, di una colpa odiosa, a cui pure possono talvolta correlarsi vittime e lacrime. Non si è ritenuto, quindi, di riservargli un trattamento meno che rigoroso e severo, beninteso sempre nei limiti della legge. Ciò detto, a mio modo di vedere, è sembrata strana la corsa delle famiglie, a centinaia, dichiaratesi disposte ad ospitare l’accusato in questione: chissà, poi, se per effettivi e disinteressati stimoli di generosità oppure per esibizionismo e pubblicità. Rocco Boccadamo

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