Aspiranti giudici sgrammaticati

Un concorso per pochi

Un concorso per aspiranti giudici ha rivelato come molti siano stati esclusi per banali errori grammaticali

Alcuni giorni addietro, giornali e televisioni hanno lungamente battuto la grancassa non su un avvenimento delittuoso o uno scandalo politico, per fortuna, bensì sulla débacle negli esiti finali dell’ultimo concorso per l’accesso in magistratura: malgrado gli oltre quarantamila laureati iscritti al bando, non è stato possibile coprire i circa 300 posti in palio, con l’aggravante che numerose bocciature sono dipese da plateali e vistosi errori di scrittura, finanche marroni grammaticali (ad esempio, è stata fatta menzione di un comico e insieme drammatico soccuadro). Di fronte a riscontri del genere, non c’è certamente da rallegrarsi, sembra che ai nostri giovani dottori ai quali, nell’insieme, vanno riconosciute padronanza e familiarità con molteplici discipline e tecnicismi moderni fanno difetto taluni fondamenti, a livello di scuola dell’obbligo o, ad esser generosi, di classi immediatamente successive. S’impone indubbiamente per loro, quindi, una riflessione seria sulla necessità e l’urgenza di riscoprire e valorizzare il dialogo con certi testi d’istruzione di base, tradizionali e sempreverdi. Ancora più deve compiere autocritica ed ammenda l’amministrazione scolastica, dal Ministero agli insegnanti appena assunti: sì alla programmazione, a corsi interdisciplinari, a docenti a moduli, a sofisticherie a scelta, purché non si finisca col formare schiere d’asinelli. D’altronde, o purtroppo, dovremmo un po’ tutti riconoscere di essere affetti da memoria corta, anzi cortissima, laddove ci limitassimo a meditare, infierendo, sulla vicenda testé occorsa: è recente, più che mai ancora vivo e vitale, l’esempio dell’ex pubblico ministero simbolo, ora Ministro della Repubblica, l’eloquio del quale non può definirsi propriamente lo specchio dell’italiano sciacquato in Arno. Chissà come sono stati i suoi elaborati al concorso per l’ingresso in Magistratura! Rocco Boccadamo

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