A Lecce arriva il CRIT

Le cose dialogano con internet

Automobili intelligenti che comunicano le une con le altre, ortaggi che dialogano con i frigoriferi, sensori che avvisano i medici quando i pazienti stanno male. Incredibile ma vero, è quanto accadrà grazie all’internet delle cose. È la sfida degli ingegneri dell’Innovazione dell’Università del Salento

“Siamo oggi alla vigilia di un’era in cui oggetti inanimati e persino animali ed alberi potranno interagire via Internet, alla stregua degli esseri umani.” è quanto affermano gli esperti del Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione che hanno dato vita al CRIT, ovvero il Centro di Ricerca sulle Tecnologie abilitanti Internet of Things, ovvero Internet delle Cose. “Tra pochi anni – spiegano gli esperti del CRIT – la tecnologia di identificazione a radiofrequenza, RFID, permetterà di identificare univocamente ciascun manufatto realizzato sulla Terra mediante un codice EPC (Electronic Product Code), memorizzato in una etichetta, tag”. Si avrà, quindi, la possibilità di georeferenziare tutti i prodotti sulla faccia della Terra! E a quanto pare questo accadrà veramente in breve tempo: quando le tag costeranno meno di cinque centesimi di dollaro, allora si prevede che questa tecnologia sarà ampiamente diffusa. E si stima che il periodo necessario sia circa dieci anni. Avere un trilione di oggetti intelligenti connessi in rete, ovviamente, porterà ad una ridefinizione globale delle reti wireless, che tenga conto delle differenti condizioni di traffico. “A differenza dei tradizionali codici a barre, la nuova tecnologia permetterà di identificare il singolo manufatto in modo automatico e senza visibilità ottica, non solo per singoli elementi, ma anche per interi lotti di prodotti – affermano dal CRIT. Alcune tag permetteranno di avere memoria degli eventi vissuti dagli oggetti o addirittura conferiranno agli oggetti una propria “intelligenza”, smart things”. L’Internet delle Cose migliorerà le nostre vite in molti ambiti. La possibilità di aver informazioni precise e puntuali, a basso costo e direttamente dagli oggetti sulla loro disponibilità, ubicazione e stato di conservazione permetterà di avere costantemente sotto controllo intere filiere in tempo reale. Grazie a questo scambio di informazioni “tra le cose” e “con le cose” i sistemi informativi potranno aiutarci ad effettuare scelte più appropriate in numerosi settori: nell’agro-alimentare, nei sistemi di trasporto, nell’assistenza sanitaria, nel settore aerospaziale. L’INCONTRO: Di “Internet of Things: innovazione e opportunità di sviluppo” si discuterà per la prima volta in una giornata di studio che si terrà venerdì 11 gennaio a partire dalle ore 10 presso l’Aula YO del Corpo Y, Facoltà di Ingegneria, e che ha l’obiettivo di mettere a confronto ricercatori, aziende e Istituzioni sulle opportunità di sviluppo connesse alle tecnologie abilitanti Internet of Things. Saranno presenti, tra gli altri, il Magnifico Rettore dell’Università del Salento Domenico Laforgia; il Direttore del Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione Lorenzo Vasanelli; l’Assessore alla programmazione economica della provincia di Lecce Giovanna Capobianco e l’Assessore alla Programmazione Economica della Regione Puglia Sandro Frisullo. IL CRIT: Le tecnologia che confluiscono nell’INTERNET of Things sono diverse e vanno dalle tecnologie di comunicazione wireless, alle tecnologie informatiche, dalle tecnologie sui sensori alle metodologie di business intelligence. Per questa ragione diversi docenti operanti all’interno del Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione hanno deciso di costituire una struttura di coordinamento multidisciplinare che consenta di affrontare questi temi di ricerca con un approccio integrato. Le attività di ricerca condotte dal Centro, prevalentemente in collaborazione con Centri di Ricerca ed imprese nazionali ed internazionali, saranno svolte presso diversi laboratori del Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione dell’Università del Salento. Il CRIT è coordinato dal Prof. Gianpaolo Ghiani, coadiuvato da un gruppo di docenti di diverse discipline, tra cui Mario De Blasi, Giuseppe Grassi, Giovanni Indiveri, Luca Mainetti, Giuseppe Ricci, Luciano Tarricone, ed il Direttore del Dipartimento, Lorenzo Vasanelli. LE APPLICAZIONI: In ambito agroalimentare grazie all’Internet delle Cose si potrà sapere in tempo reale, dove e quando è stato effettuato il raccolto, il grado di conservazione delle merci, ed i passaggi che sono stati compiuti per arrivare dal produttore al consumatore. Si avrà così una completa tracciabilità dei prodotti, per garantire ai consumatori una maggiore trasparenza e sicurezza. Per quanto riguarda i trasporti, le automobili saranno “intelligenti” e, alla stregua di sensori mobili, raccoglieranno dati, scambiando messaggi con altri veicoli e con l’infrastruttura viaria (anch’essa “intelligente”!), con l’obiettivo di accrescere la sicurezza dei trasporti di superficie, decongestionare il traffico e ridurre l’inquinamento atmosferico. In ambito sanitario, la diffusione dell’Internet of Things aiuterà a creare un link continuo tra il paziente ed il personale medico. I sistemi informativi raccoglieranno i dati provenienti dai sensori installati sui pazienti e lanceranno automaticamente un allarme nel caso i parametri vitali fossero in pericolo. Questo approccio permetterà di accrescere la sicurezza, riducendo i costi ed i tempi di ospedalizzazione dei pazienti. In ambito aerospaziale, la tecnologie della Internet of Things permetteranno di attuare programmi di Prognostics and Health Management (PHM): un approccio innovativo alla manutenzione di apparati complessi. L’adozione di questi sistemi punta al triplice obiettivo dell’aumento della sicurezza in volo, dell’incremento della disponibilità degli aeromobili e di una riduzione del costo del ciclo di vita.

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