Lecce. Inchiesta sui Boc. Ipotesi di corruzione

Nuovi elementi al vaglio della Procura

Alle ipotesi di abuso di ufficio e peculato a carico del Comune di Lecce si aggiunge quella di corruzione. L’inchiesta riguarda i premi di produzione per la vendita dei Boc, Buoni ordinari del Comune. Tra gli indagati Giuseppe Naccarelli, ex dirigente, ed Ennio De Leo, ex assessore della giunta Poli

Si aggiunge anche l’ipotesi di reato di corruzione a quelle di abuso d’ufficio e peculato nell’inchiesta sui premi di produzione per la vendita dei “Buoni ordinari del Comune” di Lecce (Boc), ovvero sui 750mila euro divisi tra i componenti dello staff della sezione Tributi di Palazzo Carafa. La nuova contestazione sarebbe venuta fuori in seguito ai sequestri di computer disposti sia nell’Ufficio Tributi sia in casa degli indagati, tra i quali Giuseppe Naccarelli ed Ennio De Leo, rispettivamente ex dirigente ed ex assessore della giunta Poli. Nel mese di dicembre, inoltre, i finanzieri sono rimasti per una settimana nella Deutsche-Bank di Milano per analizzare i computer e le mail attraverso i quali sarebbero transitate le pratiche di acquisto di una parte dei Boc. Al momento non è dato sapere su quali presupposti sia scaturita l’accusa di corruzione, visto il grande riserbo usato dagli inquirenti. L’ipotesi più accreditata è che abbia a che fare direttamente con la vendita dei Buoni ordinari.

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