Disavventura aereoporto di Brindisi

Gli stivali di troppo

Annalisa ci racconta la sua avventura nell'aereoporto di Brindisi mentre si sottoponeva ai consueti controlli del metal detector

Vi racconto la mia disavventura all'aereoporto di Brindisi il 3 dicembre alle ore 8.30. Sono un'assistente sociale di 30 anni di Lecce, in servizio presso la Ausl di Reggio Emilia. Dovevo prendere il volo Brindisi – Milano Orio al Serio ma presentatami al varco suona l'allarme del metal detector. Si avvicina una donna in divisa addetta alla sicurezza (non riuscivo capire se fosse della polizia o della vigilanza privata) che mi controlla la valigia e mi perquisisce (cosa normale negli aereoporti), non riscontrando nessuna anomalia. Le facevo notare che a far scattare l’allarme erano le fibie e le cerniere degli stivali in quanto mi era già successo all'aereoporto di Milano Linate, e l'addetto alla sicurezza di Milano mi fece allungare la gamba con lo stivale all'interno del metal detector constatando che era appunto lo stivale facendomi attraversare normalmente il varco. A Brindisi invece la poliziotta mi ha fatto togliere gli stivali facendomi attraversare il metal detector a piedi scalzi per poi ritornare indietro a riprendere le scarpe. Questo davanti a tutte le persone che erano in attesa dietro di me e mi deridevano. Sottolineo che anche la poliziotta e i suoi colleghi mi hanno deriso e hanno fatto qualche battuta spiritosa nei miei confronti. Mi sono sentita umiliata di tutto questo, per carità non metto in discussione i metodi e i sistemi di sicurezza, ma me la prendo con il personale addetto che si è mostrato scortese e non professionale nei miei confronti. Al mio arrivo a Reggio Emilia mi sono consultata telefonicamente con un mio amico avvocato e nei prossimi giorni sporgerò formale denuncia e querela. Annalisa

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