Lecce. Una borsa di studio nel ricordo di Isabella Gelormini

Il liceo Siciliani promuove la memoria di una sua studentessa

Lunedì 10 dicembre prossimo, alle ore 17:00, presso la biblioteca dell’istituto Statale Pietro Siciliani di Lecce, sarà inaugurata la mostra artistica in memoria di Isabella Gelormini, già allieva del Liceo Pedagogico-Sociale, ad un anno dalla sua prematura scomparsa

Durerà, infatti, dall’11 al 14 dicembre 2007 l’esposizione di circa settanta affreschi dell’ex allieva, autrice – tra l’altro – del logo scolastico dell’Istituto di Via Leuca. L’iniziativa – evidenzia il Dirigente Scolastico, Carlo Nestola- scaturisce dalla volontà dei genitori di Isabella di poter ricordare la sua creatività, con una borsa di studio destinata ad un alunno del IV anno, distintosi per talento artistico nella produzione di opere grafico pittoriche, ispirate al tema della salentinità. Con delibere degli Organi Collegiali, pertanto, è stato bandito un concorso riservato agli alunni dei tre indirizzi di studio (Pedagogico-Sociale, Scienze Sociali, Linguistico),riflettente l’insediamento di una Commissione, presieduta dal Dirigente Scolastico, coordinata dal relativo Staff e composta dai docenti di discipline artistico pittoriche, nonché dai familiari della studentessa in parola: sono stati esaminati circa quaranta affreschi, al fine di selezionare la raffigurazione più in sintonia col suo stile espressivo e premiarla con un sussidio dedicato: la Borsa di Studio Gelormini – rende noto il Responsabile dell’Ufficio Comunicazione Istituzionale – prevede un premio di trecento euro, che sarà assegnato il 10 Dicembre prossimo, con l’inaugurazione della mostra di cui trattasi. Isabella rivela Teresa Frassanito, madre della giovane amava profondamente il Salento e utilizzava una creatività istintiva nel produrre opere pittoriche, orientate, col dinamismo di uno spirito libero e con generosità d’animo, alla promozione della cultura locale. L’evento organizzato dall’Istituto Statale Pietro Siciliani realizza oggi, sicuramente, un vecchio sogno di mia figlia, nel sentimento di umanità senza frontiere che l’ha caratterizzata in tutto l’arco dell’esistenza. Tra i suoi ultimi appunti, Isabella così scrive: son sabbia di una riva livellata da schiuma inquieta mi disfa e mi disperde i granelli fuggono leggeri ciechi rimbalzano il rumore sordo mi isola in oscurità oceaniche e in superficie mi trascina sorridente.

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