Lo scempio dei Samari

L’intervento di Vincenzo Barba

“E’ giunto il momento di coinvolgere il Governo nazionale affinché tutte le istituzioni, anche e soprattutto quelle centrali, si assumano le loro responsabilità per rischi di carattere sanitario, sociale ed economico legate al canale dei Samari che la comunità gallipolina non merita di subire”. Lo ha dichiarato Vincenzo Barba che si dice deciso ad andare fino in fondo per tutelare la sua città

di Vincenzo Barba* Basta con le parole e con i meeting patinati! Dinanzi al rischio sempre più concreto che le acque di Gallipoli possano essere inquinate dallo sversamento in mare dei reflui provenienti dai depuratori dell’interland jonico, è giunto il momento di coinvolgere il Governo nazionale affinché tutte le istituzioni, anche e soprattutto quelle centrali, si assumano le loro responsabilità per rischi di carattere sanitario, sociale ed economico che la comunità gallipolina non merita di subire. È per questo che nella giornata di martedì prossimo presenterò un’interrogazione a risposta scritta al Ministro della Salute, Livia Turco; al Ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio; al Vicepresidente del Consiglio con delega al Turismo, Francesco Rutelli; al Ministro dell’Interno, Giuliano Amato e al Ministro delle Infrastrutture Antonio di Pietro. Credo sia doveroso sapere, dinanzi allo scempio ambientale ed economico che si paventa sulla nostra costa, quali strategie e quali politiche intenda adottare il Governo al fine di evitare che tutta la comunità gallipolina e salentina si trovi dinanzi all’irreparabile e irreversibile distruzione del nostro territorio. Ma c’è di più: chiederò personalmente all’Esecutivo quali direttive e quali strumenti operativi intende dare alla Regione Puglia e alla Provincia di Lecce per far fronte alla seria problematica ambientale che potrebbe materializzarsi nella acque joniche. Non basta più discutere, spesso in maniera improduttiva, su una situazione di fronte alla quale già da tempo l’amministrazione che ho avuto l’onore di guidare si è espressa in maniera univoca, arrivando a chiedere che le acque di Gallipoli diventassero “patrimonio dell’umanità” per loro limpidezza e per la loro cristallinità che consente, ad un’economia zoppicante come la nostra, di trarre vantaggi e risorse che vanno al di là della mera stagione balneare. Mettere a rischio l’intero ambiente jonico e l’intero ecosistema marino risulta essere un’azione dannosa che va fermata non con le parole e con i vuoti propositi, ma con i fatti e gli atti concreti. A partire da subito mi attiverò anche per incontrare il Governatore di Puglia, Nichi Vendola, e il Presidente della Provincia, Giovanni Pellegrino, affinché si faccia immediata sinergia politica finalizzata alla risoluzione reale del problema attivando una vera e propria task force che si imponga come suo unico e forte obiettivo di sbarrare il campo a qualsiasi errore di carattere procedurale o amministrativo che tuttora tiene con il fiato sospeso un intero territorio che vede pendere sulla sua testa il rischio del danno ambientale. Deve essere un’azione incisiva e concreta a porre fine a qualsiasi svista, non potendo più consentire alle vuote parole di prendere il sopravvento sui fatti e di sventolare come bandiere che attendono soltanto il cambio del soffio per decidere da quale parte girare. *senatore Forza Italia

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