Bellanova sul welfare

Interventi importanti per la qualità del lavoro

Teresa Bellanova, vice capogruppo in Commissione Lavoro alla Camera dei Deputati, è intervenuta in aula per la dichiarazione finale di voto del gruppo PD-Ulivo sul provvedimento che recepisce il Protocollo sul Welfare. Ecco i passaggi fondamentali del suo intervento

di Teresa Bellanova* Questo provvedimento, che recepisce il Protocollo sul Welfare, contiene interventi in linea con la missione del Governo Prodi e le misure fin qui adottate dal Ministro Damiano sulla coesione sociale, i diritti, le opportunità e la competitività. Si tratta del frutto di un lavoro svolto con un metodo molto innovativo. Mentre la riforma delle pensioni del 2004 fu fatta contro il mondo del lavoro, senza confronto e senza intese con i soggetti interessati, il Protocollo che origina il provvedimento approvato è frutto, invece, di un accordo con le parti sociali convalidato da oltre cinque milioni di lavoratori, di cui solo un milione pensionati. Si tratta di una grande prova di democrazia, e non solo per le organizzazioni sindacali, ma per il Paese. Nel provvedimento non solo rimuoviamo lo scalone ridando serenità e certezza a centinaia di migliaia di lavoratrici e di lavoratori, ma interveniamo sui lavori usuranti e interveniamo sulle pensioni basse. Il disegno di legge, inoltre, intervenendo sul precariato, vuole evitare la formazione di una massa di futuri pensionati poveri, cioè i giovani precari di oggi. Si rafforzano, ancora, le politiche attive del lavoro, per uno Stato sociale inclusivo e non solo risarcitorio. Su questo argomento, basta leggere con attenzione la delega per la riforma degli ammortizzatori sociali: se il lavoro discontinuo è un’esigenza della produzione e non una scelta vessatoria del sistema di impresa, come possiamo fare in modo che la flessibilità non diventi precarietà, se non conciliando le esigenze dell’impresa sana e innovativa con le esigenze dei lavoratori? Dobbiamo ripensare gli strumenti di sostegno al reddito, ma anche una robusta strumentazione per il reinserimento nel mondo del lavoro. Con questo provvedimento, incrementiamo notevolmente l’indennità di disoccupazione, l’unico ammortizzatore sociale universale fra quelli esistenti. Ne incrementiamo quantità e durata, rivolgendo particolare attenzione agli over 50, quella fascia di lavoratori e di lavoratrici di cui spesso analizziamo le difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro, ma per i quali poco è stato fatto negli anni passati. Importantissimo è l’intervento sulla previdenza in agricoltura: un intervento di equità nei confronti di centinaia di migliaia di lavoratori e di lavoratrici, ma anche una misura di lotta ai fenomeni illegali. Infine, si prevede un sostegno alle imprese agricole. Quanto alle donne, abbiamo introdotto modifiche importanti alla delega sull’occupazione femminile, con interventi per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, il rafforzamento degli incentivi all’occupazione femminile, un più agevole accesso e rientro al lavoro. Quanto al part time, abbiamo modificato le clausole flessibili, portando da due a cinque giorni il preavviso per le clausole elastiche e rendendo esigibile il diritto delle lavoratrici – in caso di malattia oncologica – a trasformare il loro contratto da tempo pieno a part time e viceversa. Per i giovani abbiamo pensato all’accesso al credito per attività innovative, scommettendo su coloro che hanno capacità innovative e di intrapresa, e che puntano ad uno sviluppo di qualità. Abbiamo inoltre introdotto maggiori certezze nel percorso della stabilizzazione, sia nel pubblico che nel privato, e abolito gli strumenti della legge 30 del 2003 che avevamo dichiarato al Paese che avremmo abolito, vale a dire lo staff leasing per il tempo indeterminato e il lavoro a chiamata. Il lavoro a chiamata è abolito tranne che per i settori del turismo e dello spettacolo, per i quali si rimanda alla contrattazione: una misura adottata perché riteniamo che, se non si regolamenta il lavoro che si svolge per un giorno o per due giorni alla settimana, si rischia di determinare nuove sacche di lavoro nero. Su questi punti credo che, pur senza stravolgere il Protocollo stipulato con le parti sociali, la Commissione Lavoro abbia apportato un contributo importante. Abbiamo sentito 38 organizzazioni sindacali e datoriali: le abbiamo ascoltate, abbiamo colloquiato, abbiamo recepito suggerimenti, abbiamo approvato emendamenti significativi. *vice capogruppo in Commissione Lavoro alla Camera dei Deputati

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