“Verde” speranza

Energia alternativa

Corrado Clini, direttore generale del Ministero dell’Ambiente: “Dobbiamo impegnarci a dimezzare la dipendenza dai combustibili fossili entro il 2030. Oggi inquiniamo 30 volte di più di quanto indicato dal protocollo di Kyoto”

E’ scattata anche nel Salento la corsa all’energia rinnovabile e alle opportunità ad essa collegate. C’è odore di benefici collettivi e di risorse comunitarie? Via allora con i progetti. In molti casi è sufficiente intercettare il flusso di denaro; poco importa approfondire le conseguenze. Energia pulita da fonti rinnovabili, dicevamo. Di questo c’è estremo bisogno nel nostro Paese, se vogliamo sperare di salvare l’ambiente, sempre più soggetto ai catastrofici cambiamenti climatici, nel rispetto delle indicazioni del protocollo di Kyoto. Due settimane fa, il direttore generale del Ministero dell’Ambiente, Corrado Clini, ha ammonito: “Dobbiamo impegnarci a dimezzare la dipendenza dai combustibili fossili entro il 2030. Oggi – ha spiegato – inquiniamo 30 volte di più di quanto indicato dal protocollo di Kyoto”. // Gli effetti della moratoria: parola d’ordine, rientrare nei parametri di Kyoto Allora si parte. L’unione europea e i governi nazionali destinano gli incentivi, elargiti a piene mani, finalizzati al contenimento dell’inquinamento e alla produzione di energia pulita. Dove si materializzano flussi di denaro pubblico, è facile immaginare business, sgambetti e improvvisazione. Quali sono le forme di energia pulita, inesauribile, sfruttabile su larga scala? Alle nostre latitudini e in una penisola battuta da forti venti, le alternative non mancano: l’energia eolica, appunto; quella fotovoltaica e termica, prodotta dall’irraggiamento solare; l’energia fornita dalle biomasse, vale a dire dalla combustione di sostanze vegetali, a scarsa emissione di anidride carbonica; l’energia ricavabile dal gas prodotto dalla digestione-fermentazione di materiale organico umido. Occorre solo fare attenzione all’impatto che il tipo di impianto può avere sul territorio. Sia in termini di emissioni inquinanti (chimiche, acustiche, elettromagnetiche ecc.), sia come rapporto con il paesaggio e l’ambiente (impatto visivo, interazione con la fauna volatile, servitù e dipendenze) . A questo punto, le linee guida del governo indicano alle regioni di dotarsi di un regolamento che disciplini la produzione di energia. (continua in edicola sul Tacco d'Italia di dicembre, speciale Natale)

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