Lavoratori precari? Da oggi stabili

La delibera del consiglio comunale

La mozione sulla stabilizzazione dei precari, presentata al consiglio comunale di Galatina dal consigliere indipendente Leo Stefanelli, è stata approvata, martedì scorso, all’unanimità dei presenti

E’ stata promossa all’unanimità dal consiglio comunale, nella seduta di martedì, la mozione per la stabilizzazione dei lavoratori precari (L.S.U. e CO.CO.Co.). “Un provvedimento – attacca il sindaco Sandra Antonica – che tende a risolvere il problema del precariato tanto a cuore di questa amministrazione. Un punto preponderante del programma politico che abbiamo proposto alla città in campagna elettorale e che abbiamo cercato di affrontare sin dall’inizio del nostro insediamento”. Il deliberato del Consiglio Comunale è un importante passo in avanti su una vicenda ormai decennale, un atto concreto nei confronti di lavoratori che versano in condizioni economiche disagiate e che potranno contare su un futuro fatto di certezze. Ad oggi i lavoratori precari nel Comune di Galatina sono 16. “Ritengo – continua Antonica – che la scelta fatta dal consiglio comunale sia una scelta forte, in simbiosi con quanto stabilisce la Finanziaria 2007, che conferisce agli enti locali il potere discrezionale di intervenire, compatibilmente con gli equilibri di bilancio”. Misure incentivanti nella lotta al precariato, sono state infatti adottate nel settembre scorso dalla Regione Puglia che ha assegnato contributi una tantum per l’importo di 10mila euro per ogni unità stabilizzata, a favore di quei Comuni che avessero adottato i provvedimenti di stabilizzazione dei lavoratori precari entro il 31 dicembre 2007. “Sono entusiasta e fortemente commosso dal fatto di essere stato il paladino di una grande battaglia sociale – aggiunge Leo Stefanelli, consigliere comunale indipendente che ha presentato in consiglio la mozione – e di aver avuto piena condivisione e appoggio dal sindaco, dai dirigenti e dai colleghi consiglieri. I precari di oggi rischiavano ancora una volta di essere gli schiavi del domani, senza futuro e senza la libertà che un lavoro degno di questo nome può fornire. Dopo ben undici anni di altalene –ha continuato – tra continui alti e bassi, speranze e delusioni, verrà ora ai precari finalmente riconosciuto il diritto a condizioni di vita dignitose e alla libertà di poter decidere finalmente per sé e per il proprio avvenire”

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