Questione di memoria corta

Barba risponde a Venneri

Continua il ping-pong mediatico tra Giuseppe Venneri e Vincenzo Barba, entrambi ex primi cittadini di Gallipoli. Stavolta è il senatore di Forza Italia che parla, difendendo la sua gestione della città

di Vincenzo Barba* Questione di memoria corta… Come altrimenti definire le parole di Giuseppe Venneri che non riesce a ricordare la situazione che lasciò in eredità a Gallipoli e ai gallipolini al termine del suo mandato di primo cittadino? Come spiegare altrimenti il convincimento univoco di tutte le forze politiche e sociali della nostra città che, all’unanimità, alla presenza dello stesso Venneri, ritennero cosa saggia evitare di ricandidarlo per un secondo mandato e si rivolsero al sottoscritto chiedendomi un ulteriore sacrificio dopo lo sforzo immane delle politiche, con la valida argomentazione che, se ci si fosse intestarditi sul nome di Venneri, il centrodestra avrebbe certamente perso le elezioni? Chi ha memoria per ricordare ben ricorda il malumore che serpeggiava tra i gallipolini all’indomani della conclusione della sua esperienza amministrativa. Fu davvero difficile per me far comprendere che con Barba non sarebbe continuato lo stesso andazzo che si era conosciuto con la precedente Giunta e che, se anche provenivamo dalla stessa famiglia politica, avevamo ed abbiamo tuttora modi differenti di intendere l’arte dell’amministrare una comunità cittadina. Ma Venneri dimostra di difettare di memoria anche quando dimentica l’esperienza del Carnevale gallipolino organizzato dal sottoscritto. Innanzitutto i festeggiamenti per il carnevale durarono tre giorni – e non uno…- grazie all’aiuto di tanti sponsor privati che credettero nel nostro progetto ludico e sociale. Se questo coinvolgimento degli imprenditori locali viene definito da Venneri “penosa questua” ciò attiene al suo strano modo di intendere la gestione del denaro pubblico, non certo al nostro. Non solo: i salentini e i gallipolini hanno assistito ai cortei di carnevale sia nella serata del sabato che nel pomeriggio della domenica. Il tutto rilanciato in Europa e nel Mondo da una diretta televisiva per la quale abbiamo ricevuto i complimenti degli addetti di settore, tra i quali, ovviamente, non ci risulta Giuseppe Venneri che immaginiamo più a suo agio nella schiera di coloro che invidiarono quella sapiente azione manageriale. Venneri dimentica anche le feste di carnevale che organizzammo nei quartieri popolari della città e che si conclusero con indimenticabili cortei che giunsero in Piazza Tellini (nella giornata di mercoledì, giornata conclusiva del carnevale) dove ci fu lo spettacolo maestoso della “Compagnia dei Folli”, uno spettacolo che hanno conosciuto le migliori piazze italiane, tra le quali, insieme a quella di Venezia, anche la nostra. Come si fa a dimenticare il tutto esaurito che si registrò in ogni occasione? È proprio vero l’invidia fa brutti scherzi!!! Come si fa, allora, dinanzi a questo deserto di memoria e di conoscenza a sembrare imparziali e affidabili? Se poi per tenerezza dobbiamo far credere a Giuseppe Venneri che la sua amministrazione fu la migliore di tutte, mettendoci alle spalle gli innumerevoli sbagli e gli infiniti errori, potremmo anche lasciarci andare a quest’atto pio, a patto che la lista elettorale nella quale Giuseppe smania di candidarsi non sia quella di un partito politico, ma, magari, quella di un cartone animato o di una tavoletta per bambini. “Alice nel Paese delle Meraviglie” andrebbe bene? Li sì che certamente l’amico Venneri eccellerebbe… *ex sindaco di Gallipoli

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