Venneri risponde a Barba

Dibattito tra gli ex sindaci

Gli ex sindaci di Gallipoli dibattono in merito alla cosidetta “mala amministrazione” del Comune

“Quando l´ex sindaco Barba, riferendosi a Gallipoli, parla di “mala amministrazione”, mi ricorda le parole del Metastasio, che diceva come “ciascun dal proprio cuor l´altrui misura”. La “mala amministrazione”, come la chiama lui, è esclusivamente quella che in un solo anno ha prodotto il vuoto assoluto per Gallipoli, senza non solo realizzare ma nemmeno programmare un singolo intervento per la crescita della nostra comunità. Per questo è patetico rifugiarsi ad ogni piè sospinto al falso paravento delle casse comunali vuote o asfittiche. Se così fosse stato, l´ex sindaco Barba non avrebbe potuto spendere, come primo atto della sua Amministrazione, 40mila euro per l´arredamento della stanza del sindaco a Palazzo Balsamo, realizzato interamente coi soldi dei gallipolini. Senza dimenticare, tanto per restare in uno dei più fulgidi esempi di “mala amministrazione”, i 300mila euro di danaro pubblico bruciati in appena 10 giorni nell´estate 2006 per accontentare i capricci dell´allora Assessore al Turismo, tale Alessandra Pizzi da Lecce. Se ci fosse stato il “disastro economico” – che viene tirato fuori solo per coprire il vuoto più assoluto – non si sarebbero accontentate le scelte dissennate dell´assessore leccese. Un´Amministrazione oculata avrebbe invece utilizzato quel danaro per allestire le luminarie dello scorso Natale o per realizzare un´edizione 2007 del Carnevale all´altezza delle precedenti manifestazioni, senza ridursi alla penosa “questua” tra imprenditori privati e senza spiazzare i tanti turisti giunti la domenica pomeriggio per la sfilata e rimasti senza intrattenimento, visto che si era deciso di anticiparla al sabato sera, alla presenza di uno sparuto e infreddolito pubblico. Per fortuna la “mala” o la buona amministrazione è sempre è solo nei fatti, non certo nei tentativi maldestri di chi vuole distogliere l´attenzione dai propri limiti e dai meriti altrui”.

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