Tariffe postali talvolta folli

Utenti sfruttati

Rocco Boccadamo invita a riflette sul costo delle tariffe postali troppo spesso elevate

Capisco che le Poste Italiane sono ora una società per azioni, con un bilancio ed un conto perdite e profitti che si deve cercare di chiudere in utile. Capisco pure che la prestazione di un servizio, anche da parte di un’istituzione di mano pubblica, deve di norma avvenire in termini di economicità. Rimango però egualmente esterrefatto dinnanzi al costo di un telegramma spedito da Lecce a Milano, di sole undici parole, pari ad Euro 4.39 (8.500 vecchie lire). Laddove, ormai da tempo, i telegrammi non sono consegnati più immediatamente con un’apposita corsa del postino al domicilio del destinatario, ma immessi nella cassetta delle lettere il giorno dopo. Ciò premesso, sono stato un allocco ad utilizzare tale servizio e non, ad esempio, la posta prioritaria ad Euro 0,60? Non credo, forse sarebbe opportuno e morale che le Poste Italiane riducessero la retribuzione annua del loro Amministratore Delegato, che ammonta ad una cifra faraonica, invece di approfittare in maniera così sfacciata ed esagerata degli utenti. Rocco Boccadamo

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