Tutti giù per (la propria) terra

Ecco perché, dopo aver studiato fuori, alcuni illustri “ritornati” hanno fatto la valigia e sono partiti. Stavolta giù, verso casa

Nella maggior parte casi si decide di tornare nel Salento pur non avendo una sicurezza lavorativa. Solo perché le radici chiamano. Indifferenza, immobilismo, improvvisazione, porte in faccia: lo scontro con la realtà e la voglia di farcela

La scelta di ritornare nella propria terra, dopo aver studiato o essersi specializzati altrove, dovrebbe essere naturale. Il senso del rientro dovrebbe coincidere con la voglia di mettere a frutto ciò che si è avuto modo di apprendere negli anni della formazione. Ma non per tutti fare ritorno a casa è semplice. Non lo è per i salentini che al momento della decisione si trovano, ancora oggi, di fronte ad un bivio: dare ascolto alla testa, e dunque rimanere fuori, per compensare con una professione soddisfacente gli sforzi compiuti sui libri; oppure ascoltare il cuore, e ritornare nella propria terra d’origine, dagli affetti e dai luoghi di sempre, senza sapere che cosa succederà. Prendendo spunto da un dibattito sviluppatosi spontaneamente su iltaccoditalia.net, già nello scorso numero abbiamo trattato il tema del ritorno, chiedendo ai massimi rappresentanti istituzionali del Salento che cosa abbiano fatto per arginare il fenomeno della fuga dei cervelli e per incentivare il rientro delle professionalità formatesi fuori. Stavolta abbiamo interpellato illustri “ritornati” di casa nostra ai quali abbiamo chiesto perché abbiano scelto di rientrare in Salento, dopo gli studi lontano da casa. Abbiamo capito che i salentini sono un popolo di cuore: in molti casi ci hanno confidato di aver fatto ritorno nonostante non avessero la prospettiva di una “sistemazione” professionale, spiccando un salto nel buio, badando di più agli affetti che alla sicurezza economica. E a conti fatti rifarebbero oggi la stessa scelta di qualche anno fa, pur riconoscendo che questa terra, dalla quale è così difficile stare lontani, non offre ai suoi figli le condizioni necessarie per spingerli a fare ritorno. (Continua sul Tacco d'Italia in edicola, con gli interventi dei “ritornati”)

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