Stefàno. Sanità senza demagogia

Il consigliere regionale attacca il centrodestra

Dario Stefàno, consigliere regionale attacca il centrodestra sulla questione sanità

di Dario Stefàno* Stop al festival della demagogia: sulla sanità si è detto, e si continua a dire, di tutto e di più, sapendo di toccare un argomento molto vicino ai problemi delle persone. Ed è per questo che è necessario fare chiarezza, perché è inaccettabile che il centrodestra, artatamente, sollevi e cavalchi falsi problemi e strumentalizzi i bisogni della gente. A Campi, giusto per rimanere agli ultimi giorni, si è convocato un consiglio comunale straordinario sul tema, in cui si sono citate delibere e atti che, però, inviterei sindaco e giunta a leggere bene prima di diffondere informazioni totalmente errate. Mi chiedo: sappiamo di cosa parliamo? Nel day hospital e ambulatorio pediatrico di Campi Salentina dal 2003, anno della riforma ospedaliera, era rimasto attivo un reparto “chiuso” con 10 operatori chiamati a garantire pochissime prestazioni, ritenute dalla Federazione Nazionale dei Medici Pediatri inappropriate perché identiche a quelle comunemente offerte dai pediatri di libera scelta. La Asl ha chiamato il primario a dirigere un reparto vero (Presidio ospedaliero di Scorrano) garantendo nel contempo l’attività in day hospital con il personale ritenuto necessario e una unità di cure pediatriche territoriali da attivare insieme ai pediatri di famiglia. Credo che siano queste “le novità”, fornire cioè servizi al territorio con i medici e i pediatri di famiglia. Il problema, allora, se vogliamo parlare in maniera chiara una volta per tutte è che c’è chi, pur avendo una specializzazione medica o infermieristica in pediatria, preferirebbe continuare a lavorare senza fare turni e anche sotto casa! Credo, invece, che la loro prestazione specialistica sia più utile ai colleghi di oncoematologia pediatrica della terapia intensiva neonatale e della chirurgia neonatale, che combattevano notoriamente tutti giorni con una drammatica carenza di personale. È evidente, quindi, che non stiamo parlando di politica sanitaria, ma di pura demagogia. Ma gli esempi possono essere tanti: a Casarano, ad esempio, si fa presto a segnalare la lista di attesa, a volte anche di alcuni mesi, ma guarda caso si “ignora” la presenza di una struttura, accreditata da due anni, con un centinaio di posti letto capaci di garantire prestazioni di riabilitazione. Il centro destra “dimentica” che qualche anno fa bisognava per forza migrare per avere un trattamento riabilitativo. O, ancora, Maglie dove oggi invece di posti letto inutilizzati ci sono stanze con bagni, sale operatorie funzionanti (con interventi triplicati in 2 anni) e una lungodegenza di qualità. Allora se di politica sanitaria si vuole parlare, lo si faccia seriamente, la demagogia il centrodestra una volta tanto la lasciasse da parte! *Consigliere Regione Puglia

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