Regione e Provincia, vi scrivo

Nuova iniziativa di Roberto Musio

Roberto Musio, vicepresidente Terra di Leuca bis, ha invocato una maggiore cura e sensibilità istituzionale nei confronti del territorio, spesso dimenticato, scrivendo una lettera aperta ai Presidenti di Regione e Provincia

Dopo i problemi sul randagismo canino, sui costi della politica, sui passati problemi idrici del Salento, sulla chiusura della provinciale Specchia – Presicce, nuova presa di posizione di Roberto Musio, vicepresidente di Terra di Leuca bis (Unione dei Comuni tra Miggiano – Montesano Salentino – Ruffano – Specchia). Ferrovia locale obsoleta e ritardi nell'allargamento della SS 275, nel tratto Maglie Leuca, i problemi evidenziati. Trasmettiamo di seguito la lettera integrale inviata dall'Unione dei Comuni in data 2 ottobre. Ill.mi Signori Presidenti, chi scrive ha deciso di utilizzare la modestissima funzione istituzionale, perché questa comunicazione possa giungere alle SS.LL. come un segnale forte di un territorio che si ha l’onore di rappresentare, e non solo. Per tale ragione si è avvertito il dovere di partecipare, alle massime Autorità Regionali e Provinciali, il grandissimo disagio della nostra gente sui temi contenuti nella presente nota affinché, anche a costo di trascurare temporaneamente altre iniziative, sicuramente meno importanti del rispetto della vita umana, possano garantire un personale intervento per assicurare un’azione celere, al riguardo. E’ difficile comprendere, nel comune gergo del nostro territorio, a chi ci si rivolge quando si parla della gente de “ Lu Capu”. Per molti, come chi scrive, appartenervi rappresenta motivo d’orgoglio anche se non è rara l’affermazione popolare che, nel “Capo”, rientri il paese confinante, immediatamente e geograficamente più al “di sotto” del proprio. Una esclusione di se stessi che, per quanto potrebbe sembrare una discriminazione, attribuita a chi sta più a sud e ricevuta da chi sta più a nord, per ciascun salentino, di fatto, rimane solamente un modo folkloristico e simpatico per fare campanilismo. In questo senso, per gente de “Lu Capu” si vuole intendere quella che si trova in un contesto fuori dal mondo, isolata dai benefici e dai servizi e, perciò, dimenticata dalle istituzioni. Con questi parametri, e senza neanche esagerare eccessivamente, non è difficile individuare, sia il territorio che la popolazione cui si fanno tali riferimenti, perché il tutto è ben delineato. Stiamo parlando, ad esempio, di chi è costretto giornalmente, o con grande frequenza, a raggiungere il capoluogo mettendosi nelle “mani di Dio”, senza poter utilizzare la linea ferroviaria locale che, benché esistente e dotata di un management, presumibilmente con dei costi collettivi di non poco conto, richiama i mezzi di trasporto tipici di paesi lontani nello spazio e nel tempo se non si vuole usare il termine da “terzo mondo”. E’ desolante vedere ancora transitare le storiche “vettorine”, imbrattate al punto da sembrare dei murales viaggianti e, tanto vuote, da chiedersi se, all’interno, ci sia qualcuno che le conduce. Probabilmente, se si arrestasse da subito questo servizio, se tale vogliamo continuare a chiamarlo, e si provvedesse a sostituirlo con mezzi “gommati” a prezzi più popolari, in attesa di ristrutturarlo adeguatamente, magari con doppio binario (finalmente) e con fermate e partenze rapide, come succede in qualsiasi parte d’Italia che non si chiami “Capo”, si realizzerebbe quantomeno un minore costo sociale. Un territorio che si rispetti, non può prescindere da una efficiente linea ferroviaria di collegamento che consenta, da un lato di ridurre i tempi di attesa e, dall’altro, di contribuire ad alleviare i problemi di inquinamento dei gas di scarico, per i quali molti dicono di battersi. Ma noi siamo la gente de “Lu Capu”. La stessa che, da decenni sente parlare di strada a quattro corsie per collegare il tratto S.M.Leuca alla super strada per Lecce, un progetto che pur essendo finanziato, ancora continua ad essere oggetto di discussione sui “contorni” come i muretti a secco, le aree verdi e altre situazioni che potrebbero essere tranquillamente trattate in un secondo momento, senza la necessità di farle diventare argomento di ritardo dell’intera opera. Ognuno di noi ha il dovere di ricordare le tante tragedie che si sono registrate, e che continuano purtroppo a registrarsi, nonostante un progetto finanziato in tale senso, sul tratto di strada che ci occupa e le tante Vite umane spezzate, in tali tragedie. In considerazione di ciò, la gente si chiede quale ragione oggi, superato ogni problema relativo alle risorse finanziarie, possa essere considerata più importante della sicurezza e della stessa vita umana al punto da non avviare i lavori per la messa in sicurezza, appunto, del tratto di strada della SS 275. I motivi burocratici o di altra natura che, evidentemente, stanno ritardando la realizzazione dell’opera non saranno mai sufficienti a giustificare ogni ulteriore disgrazia, che naturalmente ci auguriamo che mai accada, che chiunque, avendo il potere di accelerare l’iter procedurale non dovesse attivarsi in tal senso, potrebbe portarsi per sempre sulla propria coscienza. Accelerare i tempi è l’unico segnale di sensibilità, nei confronti di quella popolazione che, per anni, è stata dignitosamente in silenzio a guardare le opere che si realizzavano altrove e che oggi rivendica i propri servizi, quelli negati soprattutto o, peggio, quelli già determinati e che tardano a realizzarsi. Solo una reale attenzione Istituzionale per questo territorio, abituato per lunghi anni a cogliere solo quella elettorale da tutti i fronti e colori politici, potrebbe iniziare a fare invertire una storica tendenza quella, magari, di permettere ad ogni Salentino di affermare, in segno di fierezza, che il proprio paese rappresenti l’ultimo, a nord, de “Lu Capu”. Distinti saluti. Il vicepresidente dell’Unione Roberto Musio

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