Primaveraradio Popolare Network proclama lo sciopero

I giornalisti si lamentano

Il Comitato di redazione di Primaveraradio Popolare Network, che ha sede a Lecce e a Taranto, proclama quattro ore di sciopero per domani 5 ottobre

I lavoratori lamentano il mancato pagamento delle ultime tre mensilità (giugno–luglio-agosto) pur assicurato a più riprese dall’editore. Una situazione che i giornalisti di Primaveraradio hanno sostenuto fino a questo momento, confidando anzitutto nella validità del progetto editoriale e nella volontà di stabilizzare il personale precario e di adeguare i contratti all’ultimo CCNL. Primaveraradio è l’emittente radiofonica che porta la voce ed il messaggio di Popolare Network nel territorio jonico-salentino, sforzandosi di cogliere la logica di una informazione libera e indipendente. Ciò ha spesso comportato scelte difficili, come quella di applicare una valutazione etica nella ricerca della pubblicità da mandare in onda. Scelte forse antieconomiche e sicuramente controcorrente, che però i redattori hanno condiviso, affrontandone con abnegazione anche le conseguenze. I lavoratori non dimenticano neanche il cammino percorso da Primaveraradio negli ultimi dieci anni, nei quali l’emittente si è trasformata da una piccola radio cittadina, messa in onda da pochi volontari, ad un’emittente che conta dieci lavoratori dipendenti e le due redazioni di Taranto e Lecce, senza perdere il suo principio di militanza. Un cammino che ritengono non si sarebbe potuto percorrere senza l’impegno di tutti: dell’editore certo, ma anche di ogni singolo redattore. Ed ogni singolo redattore, pur di sostenere questo progetto, in cui crede, ha affrontato molti momenti difficili, pagando anche in prima persona il rischio imprenditoriale del processo di trasformazione aziendale. Ma il rischio d’impresa non può continuare a gravare sui lavoratori e la mancata corresponsione degli ultimi stipendi rende oggettivamente insostenibile la situazione. Di qui la proclamazione dello sciopero e, pur auspicando il superamento della vertenza in tempi brevissimi, la decisione di riservarsi ulteriori iniziative di protesta.

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