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Giovani salentini a caccia di buone prassi

Cusercoli (FC). Un viaggio-studio di un gruppo di giovani salentini in Romagna presso le Fattorie Faggioli per vivere il turismo rurale di qualità

Sono tante le idee di questo gruppo di giovani salentini, proveniente da Casarano (LE), scaturite durante il viaggio-studio presso le Fattorie Faggioli a Cusercoli in provincia di Forlì-Cesena, che l’Unione europea definisce “fattorie modello”, per qualità, molteplicità e completezza della gamma di proposte e progetti pilota. Un’impresa in cui la tradizione familiare si sposa ad una nuova progettualità imprenditoriale. Il corso “Contadino” frequentato dal gruppo è promosso dall’Ente di formazione professionale Ente Santa Cecilia con sede in Casarano (LE) e prevede una preparazione tecnico-teorica accanto a ore di stage e di pratica che, in una visione di eccellenza formativa, si svolgeranno presso aziende locali e nazionali. Molte le esperienze e gli input ricevuti all’interno del corso e molte le idee in cantiere in ciascuno di loro. L’incontro con le Fattorie Faggioli vuole essere uno spazio imprenditoriale concreto dove trasformare le idee in progetti realizzabili per creare un futuro. La parola chiave? “Valorizzare il passato per vivere in futuro”. Il commento di Fausto Faggioli, territorial marketing manager ed uno dei massimi esperti italiani nello sviluppo delle aree rurali: “Per affrontare e superare l’evidente crisi che stiamo vivendo – sottolinea Fausto Faggioli, delle omonime Fattorie – una delle risposte più propositive ed efficaci è quella di investire sulla formazione, nell’ottica di un’integrazione sempre più proficua tra giovani e imprese. Sono convinto che questo appuntamento possa diventare un valido momento di dialogo e di confronto, puntando a formare una maggior capacità di condividere i progetti che, associata ad un uso più efficiente delle risorse, migliorerà la competitività fra Territori e favorirà la creazione di posti di lavoro, portando vantaggi ai settori tradizionali e alle zone rurali.” Il Salento è la Terra dei Messapi, una Terra che da millenni ha cullato prodotti tipici di eccellenza come l’olio delle olive di cultivar “Celline di Nardò” ed “Oialora”, grandi vini come il “Negroamaro” e il “Primitivo”. E’ la patria di centinaia di piatti tipici come “friseddhre allu pimmitoru”, “ricche cu le cime de rape”, “ciciri e tria”, “carteddhrate” e “purciddhruzzi” e luogo di forti tradizioni, storia e folclore. «Santa Cecilia – dichiara la responsabile alla formazione Tania Toma – è consapevole che il comparto agroalimentare possa essere una soluzione, se non la soluzione, per una crescita socio-economica del nostro Territorio. La risposta a questo periodo di crisi non può che avvenire investendo e (ri)strutturando la nostra società locale su percorsi di crescita più consoni ai tratti storici, sociali e culturali del nostro Territorio.” Questo, quindi, l’obiettivo del gruppo: farsi conoscere per creare occasioni di crescita, scambio e confronto, recuperando le tradizioni salentine con gli usi, i costumi ed i sapori tipici, certi che il lavoro e la passione impiegati porteranno a raccogliere tanti buoni frutti.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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