Area vasta Sud Salento. In 20 guidano la cabina di regia

Resoconto dell'incontro di lunedì mattina

Si è costituita lo scorso lunedì, durante un incontro presso il Cisi di Casarano, Comune capofila, la cabina di regia dell'area vasta Sud Salento. Cui spetterà il compito di indicare il modello di governance per la redazione del Piano strategico dell’area che comprende 60 Comuni

Casarano, Alessano, Alezio, Andrano, Botrugno, Cursi, Gagliano del Capo, Gallipoli, Giurdignano, Maglie, Poggiardo, Racale, Salve, Sannicola, Sternatia, Taurisano, Taviano, Tiggiano, Ugento, Uggiano. Sono questi i 20 Comuni che compongono la Cabina di regia dell’area vasta Sud Salento e che avranno il compito di definire le modalità del processo di pianificazione strategica che coinvolge ben oltre 60 Comuni, praticamente la maggior parte del territorio salentino. Spetterà a questi 20 sindaci, infatti, indicare il modello di governance ottimale per la redazione del Piano strategico d’area vasta e in seguito per la sua gestione, così come ha unanimemente deciso l’assemblea dei sindaci, riunita nella sala convegni del Cisi a Casarano lo scorso lunedì, con un mandato preciso: disegnare la forma migliore per garantire al tempo stesso la condivisione e la gestione ottimale del processo. Un processo complesso, delicato e lungo, che al momento ha come obiettivo prioritario la definizione dello scenario di futuro dell’area vasta Sud Salento, e in un futuro prossimo la gestione dei fondi strutturali 2007-2013 necessari a realizzare i punti qualificanti del Piano strategico e della Mobilità “Salento 2020” che immagina un arco temporale dall’oggi al 2020. Il modello di governance è solo il primo, ma ineludibile, passo. La domanda pressante a cui dovranno rispondere infatti amministratori, cittadini, partenariato, è quella su “quale futuro per il Sud Salento”, ovvero come armonizzare torsioni economiche, vocazioni territoriali, memorie e identità, sviluppo e tutela. “Non partiamo da zero – dice Remigio Venuti, sindaco di Casarano, comune capofila del Piano strategico -. Alle nostre spalle abbiamo l’esperienza maturata nei processi di area vasta come Area Sistema, il Pis, il Pit, le Unioni dei Comuni, le Ato. Al contempo, però, siamo consapevoli della necessità di un salto di qualità capace di indicare e delinerare un processo a tutto tondo, dove le comunità territoriali sono responsabili e protagoniste del loro futuro fino in fondo e senza alibi”.

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