Da Cerano, utilità o danni?

Energia o veleni?

Quale sarà il nostro futuro o meglio il futuro dei nostri figli? Ed il futuro dell'ambiente? Rocco Boccadamo riflette sull'utilità e sui possibili danni della centrale di Cerano

di Rocco Boccadamo Il tema – forse sarebbe più realistico definirlo problema – non é per niente nuovo, la prima traccia risale ad oltre un decennio, ma ad oggi, purtroppo, ci troviamo ancora in presenza del mero titolo, fra una pletora di dubbi, sospetti, conflittualità, punti interrogativi, senza ombra di svolgimento, salvo parziali e frammentari interventi, rimedi palliativi. La centrale ENEL di Cerano, primaria realtà economica della Puglia, del Salento, così prossima quindi alle nostre stesse giornate ed ai nostri respiri, definita una delle più grandi e moderne d’Europa, è solo fonte d’energia, vitale per i bisogni della gente e per il mantenimento e lo sviluppo delle attività lavorative, ovvero è anche, se non maggiormente, un tragico emissario di veleni, sotto forma di sostanze, polveri, fumi, odori e altri elementi, dannosi e addirittura mortali? Domanda non semplice, tanto meno la risposta che si può seriamente dare. Ho sentito tante volte riecheggiare l’argomento Cerano, a lungo e con variegati dettagli, attraverso la cassa di risonanza di alcune radio-televisioni locali; l’ultima rievocazione mi si è parata innanzi nelle sembianze di un gigantesco drago infernale, al punto da sconvolgermi, rendermi madido di sudore e nel contempo scosso dentro da gelidi sussulti. Sullo sfondo della visione, una sequenza di scritte terribili, a lettere variate ma con un unico significato: “Tumore, cancro, tumore, cancro!”. La mente è volata in un baleno alle fertili e intensamente coltivate aree agricole adiacenti alla Centrale: piante e frutti di carciofo a milioni, innumerevoli tonnellate d’ortaggi, verdure, insalate, carovane di camionate di succose e dolci angurie, per non parlare delle selve mirabili d’uliveti e delle distese di vigneti. Come può concepirsi che tanto ben di Dio, che affluisce nelle case e sulla tavola per l’alimentazione di milioni di persone, finisca ammalorato, insidiato da sostanze tossiche e letali, spesso senza rimedi adatti ad affrontarle, respingerle e anarle? Il semplice dubbio rende vulnerabili, non esistono ragioni o considerazioni o chiarimenti che tengono. La stessa aria, poi, che entra nei nostri polmoni costituisce sempre una linfa vitale o arriva a recare con sé miasmi deleteri e compromettenti per la salute? Mia moglie, a tavola, ha pronunciato, con voce sommessa, la seguente frase: “Pensare che abbiano scelto, lasciando malvolentieri lontano i figli, di ritornare nel Salento per godere di un clima salubre”. Mi è quasi venuta voglia di piangere. Vorrei chiudere con due esortazioni secche: ENEL, usando almeno una parte dei miliardi d’euro d’utili di bilancio, vuoi deciderti in maniera risolutiva e, quindi, con investimenti adeguati, ad allontanare da Cerano ogni pericolo di danni? Autorità pubbliche, in particolare Magistratura e organismi preposti alla sanità dell’ambiente, svegliatevi, restate insonni fino a che non saranno adottati, senza indugi, tutti i provvedimenti necessari.

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