Poli.“Si renda applicabile la deroga per gli stabilimenti balneari”

L'ex sindaco di Lecce scrive alla Regione Puglia

Adriana Poli Bortone, assessora alla Fascia costiera per il Comune di Lecce, sollecita la Regione ad emanare la circolare che consenta ai gestori di mantenere le strutture precarie sulla costa

Adriana Poli Bortone, vicesindaca e assessora alla Fascia costiera del Comune di Lecce ha inviato ieri a Guglielmo Minervini, assessore al Demanio Marittimo della Regione Puglia, e a Nichi Vendola, presidente dell'ente regionale, una lettera con la quale sollecita l’emanazione di una circolare applicativa dell’art. n. 42 della legge “Disciplina della tutela e dell’uso della costa” (comma 4 bis aggiuntivo all’art. n. 11 della Legge n. 17/06. Il provvedimento richiesto, in particolare, è una circolare che esplichi ai Comuni rivieraschi e renda applicabile il contenuto della aggiunta normativa alla Legge n. 17/06 e quindi la possibilità di deroga per i gestori di stabilimenti balneari e di altre strutture simili ai vincoli previsti in materia di tutela territoriale, paesaggistica, ambientale e idrogeologica per quanto riguarda il mantenimento per l’intero anno delle strutture precarie e amovibili di facile rimozione e già autorizzate per il mantenimento stagionale. Ciò si rende necessario per evitare che i gestori, in virtù della situazione normativa precedente al comma 4 bis, procedano alla rimozione delle strutture all’approssimarsi della scadenza del 31 ottobre e sostengano costi economici ingiustificati. Già in passato e prima della modifica normativa l’incertezza interpretativa sul comma 4 dell’art. n. 11 della Legge n. 17/06 ha determinato situazioni incresciose e penalizzanti per i concessionari di licenza. “Ho ricevuto – fa sapere Poli Bortone – diverse segnalazioni e richieste di chiarimenti da parte dei gestori degli stabilimenti che hanno bisogno di certezze sull’esistenza della possibilità di deroga contenuta nel comma 4 bis. L’applicabilità della modifica consente loro una proroga al permesso che altrimenti scadrebbe il prossimo 31 ottobre e li costringerebbe a rimuovere le strutture con un dispendio di costi ingiustificato. L’esistenza giuridica di questa deroga – conclude – non rende comunque superflua una circolare ai Comuni che faccia piena chiarezza e ponga al riparo i concessionari e le stesse amministrazioni comunali rivierasche da spiacevoli conseguenze”.

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