Vite appese ad un cordone

Donare un “rifiuto speciale”

Le staminali in esso contenute possono far guarire tante persone, soprattutto bambini. In Puglia non si può donare perché mancano macchine e strutture, che forse arriveranno entro il 2007 grazie ad recente disegno di legge. Forse. Intanto cresce la speculazione della conservazione dei cordoni ombelicali all’estero. Senza garanzie scientifiche sulla loro effettiva utilizzabilità. Come sempre, quando lo Stato manca, il privato specula

Il cordone che ci ha nutrito una volta, per ben nove mesi, può continuare a dare vita. E allora perché trasformarlo in ‘rifiuto speciale’? In Puglia, forse ancora per poco tempo, il cordone ombelicale, una volta reciso, finisce in un bel cestino. Eppure in Italia si dona gratuitamente in 14 banche regionali (13 a nord di Roma ed una a Sciacca, in Sicilia). Qualcuno, invece, sceglie addirittura di conservare le cellule staminali del cordone in strutture private all’estero, in modo da disporne immediatamente in caso di necessità. Su quest’ultima questione, però, non mancano le polemiche, visti anche i costi altissimi della procedura. Intanto, attendiamo speranzosi la fine del 2007, quando finalmente anche in Puglia dovrebbe essere istituita la ‘Banca regionale di sangue di cordone ombelicale’. Ma perdonateci l’uso del condizionale. Coi tempi che corrono nella sanità pugliese, è veramente d’obbligo. // La banca del cordone arriva in Puglia. In ritardo Finalmente la Puglia avrà la sua banca del cordone ombelicale, anche se sui tempi di realizzazione ci sono ancora un po’ di dubbi. La Regione ha compiuto un primo importante passo individuando nella struttura ospedaliera «Casa sollievo della sofferenza» di San Giovanni Rotondo la sede dell’ente preposto alla raccolta delle cellule staminali del cordone ombelicale dei neonati. La decisione arriva quasi con un anno di ritardo. La legge regionale n.24 del 2006, infatti, disponeva l’indicazione – entro 90 giorni – di una struttura di riferimento per la banca. La Puglia, tra l’altro, è una delle poche regioni italiane ancora prive di una struttura per la raccolta delle cellule cordonali. I fondi stanziati per la realizzazione della banca, ammontano a 800mila euro, secondo quanto dichiarato dall’assessore regionale alla Salute, Alberto Tedesco. Notevole il contributo per la costituzione della centro di raccolta, da parte del comitato «Un cordone per la vita», nato a Lecce e primo in Puglia, che ha sempre cercato di sensibilizzare all’uso del cordone ombelicale nella cura di gravi malattie. “La destinazione della banca a San Giovanni Rotondo è un traguardo importante – dice Alessia Ferreri, presidente del comitato – È la fine di una battaglia giocata su tutti i livelli e tesa a sensibilizzare ed attivare in particolare l’ente Regione sull’importanza dell’istituzione della banca del cordone ombelicale, di cui la Puglia, tra le poche regioni in Italia, era priva». La battaglia del comitato e dei volontari, però, non termina qui. «Una sola banca per tutta la regione non è sufficiente per realizzare in concreto l’attività di raccolta e conservazione del sangue cordonale – aggiunge Ferreri – Sono necessari almeno più centri di prelievo e di raccolta del sangue da individuare presso strutture sanitarie costituite nei vari punti geografici della Puglia, e in particolare in Salento». Prossimo obiettivo, quindi, l’istituzione di una seconda banca in una struttura pubblica salentina, che consenta con maggiore facilità l’accesso indiscriminato al servizio a tutte le donne. (continua sul Tacco d'Italia n.40, settembre 2007, attualmente in edicola)

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