SIGNOR PRESIDENTE SARKOZY, CHER MONSIEUR

L'eterno rapporto di amore-odio con i cugini d'Oltrealpe

L'eterno rapporto di amore-odio con i cugini d'Oltrealpe

Di Rocco Boccadamo Nello scorso giugno, rientrato a casa da un soggiorno vacanza all’estero con il Club Mediterranée, fra centinaia di ospiti in stragrande maggioranza francesi, mi è venuto l’estro di prendere carta e penna e scrivere una lettera a Nicolas Sarkozy, da poco eletto Presidente della confinante repubblica transalpina. Mediante tale missiva, pubblicata sulla “Gazzetta del Mezzogiorno” con il titolo “Presidente, lo dica ai suoi francesi”, oltre a congratularmi per il suo ingresso all’Eliseo e ad augurargli un fruttuoso mandato, ho ritenuto opportuno di sottoporre al Presidente Sarkozy la seguente riflessione: perché, in occasione d’incontri o di contatti con i cugini d’oltralpe, siamo sempre noi italiani che ci sforziamo di parlare, alla meno peggio, in francese e, invece, giammai succede il contrario? Osservando che, a mio avviso, una siffatta realtà, vigente tra due popoli contraddistinti da tante similitudini culturali e sociali e per di più entrambi fondatori e importanti membri della comune Europa, appare, il giorno d’oggi, del tutto superata e senza alcun senso, mi sono permesso di suggerire il compimento di passi decisi per lasciarcela alle spalle, iniziando con più mirati programmi e studi scolastici e con permanenze incrociate di leve di giovani in seno a famiglie dei due Paesi. Ebbene, nei giorni scorsi, ho avuto il piacere di ricevere la risposta del Presidente Sarkozy, che in italiano recita testualmente come appresso: “Presidenza della Repubblica, Il Capo di Gabinetto, Parigi 23 luglio 2007. “Caro Signore, avete avuto l’amabilità di indirizzare al Presidente della Repubblica francese, in “occasione della sua elezione, un messaggio che l’ha molto toccato. Egli mi ha chiesto di “ringraziarvi assai vivamente della fiducia e del sostegno che così gli testimoniate e che lo “confortano nella sua ferma volontà di operare con determinazione per i migliori destini della “Francia. Siate d’altronde certo che si è preso attentamente nota delle riflessioni che avete tenuto “ad esprimergli. Vi prego di gradire, Caro Signore, l’espressione dei miei migliori saluti. Firmato “Cedric Doubet Ovviamente, nessuna facile illusione sul seguito concreto, però, intanto, sono contento di aver detto la mia su un problema vivo e reale e d’averla fatta arrivare a cotanto destinatario, il quale, da parte sua, mi ha voluto gratificare con un bocciolo di profumata cortesia e sensibilità umana. Di questi tempi, non è poco.

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