Ria: “Tre scelte per il Pd”

Un nuovo modo di fare politica

Per costruire il Partito democratico, servono scelte precise, anche di rottura. Lo afferma Lorenzo Ria, neoeletto senatore della Margherita, intervenendo alla prima festa del Pd a Campi Salentina

Tre scelte nuove, se necessario anche di rottura, su cui impegnarsi da subito per costruire concretamente il Partito Democratico. Le ha proposte Lorenzo Ria, senatore della Margherita, intervenendo domenica a Campi Salentina alla prima Festa del nascente Partito democratico. “La prima riguarda il come si costruisce il Partito Democratico e come si sceglie il nuovo segretario – ha detto Ria -. Niente alleanze segrete e piani di battaglia disegnati all’ombra, come dipinge la stampa. Ogni candidato alla segreteria deve caratterizzarsi esclusivamente per i contenuti ed il metodo. Ogni alleanza deve essere espressione chiara e coerente della condivisione di quel metodo e di quei contenuti. La seconda scelta del Partito democratico riguarda le Istituzioni – ha proseguito il neosenatore -. Non c’è alcuna ragione perché in Consiglio provinciale ci siano ancora due gruppi consiliari distinti: quello della Margherita e quello dei Ds. I consiglieri provinciali della Margherita puntano con chiarezza a dar vita da subito al gruppo consiliare del Pd, ma non è corretto che mentre noi proponiamo, qualcuno pensi già di piazzare il suo capogruppo. Questo non succederà, perché questa è la vecchia politica. Noi pensiamo di dar vita, in Provincia, al gruppo consiliare unico del Pd perché vogliamo che si facciano cose nuove e, soprattutto, vogliamo che si diano segnali nuovi. Da qui – ha concluso Ria – nasce la terza scelta su cui impegnarci per fa sì che la politica torni ad appassionare i cittadini, a non essere più vista come intrigo o privilegio. A partire dalla Provincia di Lecce, su cui possiamo influire direttamente, diamo l’esempio di una politica semplice, sobria, fatta di cose essenziali. Riduciamo i costi della politica, le commissioni consiliari, il numero dei consulenti e degli assessori. Sopprimiamo, come si aspettano i salentini, gli enti e le società pubbliche che non sono più indispensabili e che magari servono ad accontentare qualche politico, per il quale non si è trovato il posto in giunta. Questo è il nuovo corso da affrontare, la nuova sfida da vincere nell’interesse del Paese.”

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