Barba cade

Storia di una crisi annunciata

13 consiglieri firmano le dimissioni. Il governo di Vicenzo Barba cade. Per Gallipoli partirà un anno di commissariamento. Fino alle prossime consultazioni elettorali. Previste, come sempre, per fine maggio prossimo

Il futuro di Gallipoli è un anno di commissariamento. Fino alla fine del prossimo maggio, quando nuovamente i cittadini saranno chiamati alle urne per scegliere i loro rappresentati istituzionali. Il gruppo comunale guidato da Vincenzo Barba non ha, dunque, convinto. E dopo in cinque consiglieri dissidenti, Francesco Fedele, Giancarlo Padovano, Francesco Errico, Rosario Solidoro e Giuseppe Coppola, anche gli otto consiglieri di opposizione si sono chiamati fuori dal consiglio ed hanno rassegnato le proprie dimissioni. Tutto mentre il sindaco era impegnato, in veste di senatore, a Roma. La prima crisi ufficiale il consigli di Barba l’aveva affrontata circa un mese fa in occasione dell’approvazione del bilancio; poi la situazione sembrava essere rientrata. Poi il rimpasto e la uova giunta. E poi l’ultima, che i consiglieri proprio non hanno retto: la volontà di Barba di reintegrare con incarichi speciali alcuni assessori mandati a casa. Ed in particolare lei, Alessandra Pizzi, che a qualcuno non è andata giù. Se non altro perché questi nomi sarebbero costati al Comune altri 250mila euro.

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