Nestola: “Blasi, sia garbato”

L’intervento del coordinatore provinciale della Margherita

“Nessuno ha imputato ad Antonio Rotundo le ragioni della sconfitta del centronistra alle Amministrative di Lecce. Ho solo rispoto alla domanda precisa di un giornalista in merito all’adeguatezza o meno del candidato Rotundo”

Di Gigi Nestola* All’indomani della sconfitta elettorale ho ritenuto opportuno ringraziare tutti i candidati che nei vari Comuni si sono spesi in questa difficile tornata elettorale. Ho pensato, in quella occasione, di non rilasciate interviste chilometriche perché mi riservavo di affrontare la sconfitta elettorale nelle sedi opportune. Ad una domanda secca del giornalista in merito all’adeguatezza o meno del candidato Rotundo, ho risposto con una serena e pacata autocritica come rappresentante del centrosinistra. Ma solo dopo aver ricordato il grande valore di Antonio Rotundo. Nessuno gli ha imputato le ragioni della sconfitta, perché lo riteniamo tutti un’importante risorsa per l’intero centrosinistra salentino. I risultati elettorali che ha nel curriculum politico sono invidiabili. Ricordo ad esempio che fu uno dei pochi ad uscire indenne dalle elezioni politiche del maggio 2001. Ciò che abbiamo denunciato, dopo un anno di difficile e paziente campagna elettorale, è la ostinata determinazione di una parte politica di imporre una sorta di monocolore per la rappresentanza di tutte le istituzioni, anche quando una alternativa della componente cattolica-democratica avrebbe potuto svolgere un ruolo determinante. Per queste anche in merito alle primarie, ho solo detto che dobbiamo farle diventare strumento di partecipazione vero e autentico del popolo di centro sinistra, perché il rischio diventa di farle apparire come baracconi di comunicazione addomesticati. Dati elettorali alla mano non mi è sembrato onesto intellettualmente, da democratico qual mi sento, di nascondere la sconfitta. 20 punti di distacco sono una frattura tra noi e i cittadini di Lecce, dobbiamo prenderne tutti garbatamente atto, senza sentirci sotto processo. Oggi invece leggo con sorpresa e amarezza che a queste mie semplici, pulite e garbate parole l’amico Sergio Blasi ha reagito con invettive e colpevolizzazioni anche personali, arrivando a dichiarare – a domanda puntuale – di non essere disposto a fare autocritica. Questo modo di pensare e questa cultura politica a mio avviso sono molto lontane dallo stile tipico di Blasi e soprattutto sono lontane da ciò che serve a tutto il Partito Democratico per giungere forte e compatto al 14 ottobre. Con questa reattività eccessiva si vanifica il lavoro di anni e il clima di consenso che devono accompagnare la fondazione del nuovo soggetto politico. Noi abbiamo mantenuto, negli ultimi dodici mesi, un atteggiamento di grande responsabilità e pazienza per sostenere il centro sinistra a Lecce, vorremmo per questo invitare Sergio Blasi e il suo partito ad avere lo stesso garbo. *coordinatore provinciale della Margherita

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