Tamburelli pronti per gli Alla Bua

Ecco il quarto album del più creativo dei gruppi di pizzica

Tutto esaurito per il concerto gratuito che annuncia l’uscita del nuovo attesissimo disco, il quarto, degli Alla Bua, intitolato Saratambula. Sarà una grande festa, quella che, sabato 26 maggio, vedrà sul palco del Cineteatro Fasano di Taviano il pizzicato gruppo etnomusicale salentino insieme ad alcuni ospiti.

Gli Alla Bua nascono dalle esperienze più tradizionali della cultura musicale salentina. Si sono formati tra le ronde della storica festa di San Rocco a Torrepaduli, nelle notti itineranti del canto a Santu Lazzaru, nelle tipiche feste nelle curti fatte di vino, voci spiegate e incessabili tamburelli. Qui si sono uniti i componenti, ragazzi provenienti da vari paesi del Salento (da Casarano a Collepasso, da Racale fino alla grika Sternatia), con la comune coscienza di sentire propria l’eredità della musica popolare, appresa direttamente nelle proprie case, con la grande passione di suonarla, di tramandarla e di divulgarla. Cresce intanto l’attesa per l’uscita del quarto disco degli Alla Bua. A distanza di tre anni dal loro ultimo album intitolato “Limamo”, la band torna con un nuovo cd dalla pizzica incisiva e vibrante, intitolato “Saratambula”. La presentazione del disco avverrà Sabato 26 maggio, inizio ore 21, presso il Cineteatro Fasano di Taviano. L’ingresso è gratuito ma è necessario prenotare i posti a sedere (900 disponibili). Sono comunque disponibili anche posti in piedi. Alla Bua è una locuzione raccolta presso anziani del sud Salento, che la utilizzavano come ritornello per accompagnare i canti di lavoro o d’amore. Il significato ce lo dà, sembrerebbe, l’antica lingua grica (veramente antica, trattandosi di basso salento, e non della zona detta oggi Grecìa, circoscritta entro una decina di comuni, e ben distante da Alliste, luogo di questa scoperta): Alla Bua starebbe per medicina alternativa, altra cura. E’ in questo concetto che si concretizzano lo spirito e il suono del gruppo. La cura: nel passato, quella contro il morso velenoso della leggendaria taranta, quella di una società stremata dalle difficoltà e dalla povertà; oggi, similmente, contro la frenesia e la piattezza della società moderna, una cura a suon di pizzica pizzica, danza forte, calda e liberatoria. I componenti degli Alla Bua, oltre a condividere la loro matrice popolare, sono forti di provenienze musicali singolarmente disparate, che spaziano dai repertori classico e contemporaneo, rock, antico, jazz, etnico. Tutto ciò porta ad una riproposizione del repertorio tradizionale salentino molto colorita e ricca di sottigliezze ed energie sempre rinnovate, sebbene scaturite da esecuzioni molto spontanee, liberatorie – appunto – e, in ogni caso, festose. L’autentica salentinità è poi confermata dal ruolo del fondatore, Gigi, fonte vivente di innumerevoli canti di campagna, di lavoro, e di sentimento. Sul palco gli Alla Bua rivelano il loro carattere: musica dal ritmo forte, quasi violento, del tamburello di Fiore; intrecci, virtuosismi e cascate del flauto di Pierpaolo, della fisarmonica di Cristian; la certezza della granitica chitarra di Dario; i graffi della voce di Gigi e la contrastante morbidezza di quella di Irene, e del suo oboe. Tutto ciò che la musica salentina richiede per concretizzare al massimo la sua espressività, carica di un passato (e talvolta anche di un presente) difficile; espressività che, nello sfrenato divertimento di musicisti e ballerini partecipanti, diventa una vera “altra cura”… Negli ultimi anni il repertorio degli Alla Bua si è arricchito di brani originali composti dagli stessi componenti, in uno stile quando molto legato e rispettoso della tradizione, quando, invece, solo ispirato allo spirito del gruppo.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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