Questione Mitrokhin. Ma il nome di Rotundo è spuntato fuori per sorteggio?

Poli chiede chiarezza

La puntualizzazione di Adriana Poli Bortone, sindaca di Lecce, sulla vicenda dell’articolo di la Repubblica del 26 novembre scorso

di Adriana Poli Bortone* Antonio Rotundo che fa la spia per il Kgb è una storia da fantasmi come dice Teresa Bellanova? Fantasma resterà lui fino a quando non dimostrerà in maniera chiara a tutti, e non solo ai leccesi, che con quel mondo non c’entra a. E fantasmi resteranno tutti quelli che lo difendono senza uno straccio di argomento e soprattutto senza prove e ragioni concrete. Che Rotundo abbia potuto servire i comunisti russi per attività nel nostro Paese non l’ho detto io, ma Euvgeny Limarev, un ex ufficiale del Kgb che ha collaborato con la “commissione Mitrokhin”, nel corso di un’intervista pubblicata da la Repubblica il 26 novembre scorso. Scusate se ci è venuto il dubbio, scusate se del dubbio non ci siamo liberati considerato che il diretto interessato ha fatto finta di a e scusate se adesso un poco ci crediamo visto che, ai nuovi solleciti, lui ancora prova a spostare l’attenzione e a lasciare intatta la cortina fumogena che si è alzata sulla vicenda. Appena prova a scendere nei dettagli, Rotundo dice che il suo nome nel “dossier Mitrokhin” non compare. Infatti, ribadiamo ancora una volta a beneficio di tutti che il suo nome sta nella lista di cui parla Limarev a la Repubblica, assieme a quelli di altri esponenti dei Ds e del centrosinistra. Ma la circostanza, da un punto di vista strettamente etico e politico, ha lo stesso identico peso e necessita ugualmente di una spiegazione. Lasciamo a chi di competenza gli aspetti sostanziali. Io al suo posto avrei risposto subito e senza tentennamenti, e invece dopo oltre cinque mesi sento ancora dire che questa è fantapolitica, che noi inventiamo spioni e fantasmi, che lo abbiamo calunniato. Noi. Si faccia dare chiarimenti da Limarev. Oppure da Guzzanti e Scaramella, che se hanno tentato di orchestrare uno scandalo politico per mezzo della commissione (come pure adombra l’ufficiale russo), che cosa hanno contro un qualunque deputato del Parlamento italiano tanto da voler tirarcelo dentro? Se non è una spia, Rotundo chiarisca e non provi a convincerci che è un malcapitato il cui nome è balzato fuori per sorteggio. Altro che don Camillo e Peppone. Dal sindaco di Brescello nato dalla penna di Guareschi, apparente politico attaccabrighe e reale maestro del dialogo e della correttezza, il nostro e la Bellanova potrebbero prendere lezioni. *sindaca di Lecce

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