Salentino fa causa a Telecom e la vince

Job rotation, non mortificazione professionale

La job rotation invocata da Telecom come sistema per aumentare la professionalità dei propri dipendenti non può essere un'occasione per demansionare un lavoratore facendogli svolgere solo i compiti di minore contenuto tecnico ed originariamente non collegati al suo profilo professionale

Ha presentato ricorso e l’ha visto, il signor C.S, impiegato Telecom Italia, che si è appellato all’articolo 700 di fronte al Tribunale del Lavoro di Lecce (assistito dall'Avv. Enrico Cafiero, giuslavorista), lamentando un asserito demansionamento. Il lavoratore sosteneva di essere un tecnico specialista di quarto livello; di aver svolto sino al 2003 attività di “manutenzione centrali numeriche private”, occupandosi, quindi, di apparati complessi con tecnologia altamente specialistica e programmazione di servizi e protezione dati e che con decorrenza dalla primavera del 2003, in seguito ad un “piano di riordino organizzativo”, in azienda era avvenuto l’immediato passaggio dei tecnici ex CLPS o Fom Business al CLU; che i tecnici ex CLPS, transitati presso il CLU, si sono ritrovati a dover svolgere attività di Call center o attività di permutatoria; di aver svolto, in seguito al trasferimento presso il CLU, attività di configurazione e manutenzione della linea ADSL. Ha dichiarato, inoltre, di aver subito, dal mese di aprile 2006, un ulteriore demansionamento in quanto assegnato a svolgere attività di sostituzione di cavi servendosi di graffette, martello e trapano. Il ricorrente ha chiesto, pertanto, l’immediata assegnazione alla struttura Fom Business o l’adibizione a mansioni compatibili con il proprio profilo professionale. Il giudice di prime cure, rilevato che “le precedenti mansioni del C. S.. presentano un ampio e qualificante contenuto professionale rispetto alle attuali mansioni che, in sostanza, sui riducono nell’attività di materiale installazione, riparazione e sostituzione di linee con l’uso di scale e non comprendono alcuna attività tecnico-operativa specialistica ovvero diversa attività che richiede capacità di valutazione ed elaborazione, nell’ambito di metodologie consolidate di più elementi dell’attività di competenza, da svolgere con autonomia e responsabilità adeguate al risultato operativo”, con ordinanza del 19 ottobre 2006 ha ordinato a Telecom Italia S.p.A. di reintegrare il signor C.S. nelle mansioni precedentemente svolte o di adibirlo a mansioni compatibili con la sua qualifica di interventi tecnici di quarto livello. Telecom Italia ha contestato l’accusa di dequalificazione professionale del signor C. S., le cui mansioni, al contrario, sarebbero state soltanto ampliate in seguito all’assegnazione al CLU, che prevedeva un’unica figura di impiegato tecnico specialista. Ma il giudice collegiale ha rilevato come sia del tutto estraneo alla pratica aziendale della job rotation “il fatto di applicare un tecnico qualificato anche a mansioni inferiori e meno qualificate per poi relegarlo definitivamente all’esclusivo svolgimento delle stesse”. Difatti, La job rotation, invocata da Telecom Italia, può essere considerata utile qualora un tecnico qualificato svolga anche mansioni inferiori per aumentare la propria manualità e prepararsi a tutti i possibili interventi tecnici, ma non può certamente diventare un pretesto per far svolgere al tecnico stesso, in via esclusiva, mansioni inferiori e meno qualificate. Quanto al periculum in mora, ha riscontrato che i caratteri dell’immediatezza e della irreparabilità del danno sono insiti nel settore in cui il lavoratore presta la propria attività, in quanto si tratta di un settore in cui le attività più qualificate devono continuamente aggiornarsi per tenere il passo con le innovazioni tecnologiche. Tale decisione risulta conforme all’orientamento della Suprema Corte, secondo cui “è consentito affermare che le nuove mansioni siano equivalenti alle ultime effettivamente svolte soltanto ove risulti tutelato il patrimonio professionale del lavoratore, anche nel senso che la nuova collocazione gli consenta di utilizzare, ed anche arricchire, il patrimonio professionale precedentemente acquisito, in una prospettiva dinamica di valorizzazione delle capacità di arricchimento del proprio bagaglio di conoscenze e esperienze”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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